Botta e risposta sul caso delle sacche di plasma sprecate – VIDEO

Opposizioni: “Disfunzione del sistema”. Calcinaro punta su controlli e tracciabilità

Le opposizioni di centrosinistra nel Consiglio regionale delle Marche hanno richiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta con voto dell’Assemblea per fare luce sulle sacche di plasma finite nei rifiuti dopo i prelievi effettuati dal Dipartimento regionale di medicina trasfusionale dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche. Il caso, emerso nei giorni scorsi e riportato dal quotidiano online Fanpage, riguarda lo spreco di plasma destinato a trasfusioni, farmaci salvavita e ricerca, e ha acceso il dibattito politico regionale.

Valeria Mancinelli, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, ha dichiarato: “È evidente che c’è una disfunzione del sistema. La sensazione è che nessuno governi la situazione e non si può scaricare tutto su qualche funzionario tecnico. Serve una commissione d’inchiesta per capire cosa è successo, le cause della crisi e le responsabilità gestionali e politiche. La maggioranza non si sottragga”.

L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha risposto, parlando con i cronisti: “Questo è un tema che riguarda anche la maggioranza, ma la nomina di una commissione di verifica, con esperti del mestiere e super partes, l’abbiamo già fatta. È importante attendere l’esito anche presentandolo in Commissione salute e dare precedenza a quanto emergerà da questa verifica tecnica”.

Calcinaro replica sostenendo che non si fosse mai parlato di gettare nei rifiuti le sacche. “A me la cosa che onestamente un po’ sconcerta è che tra tutte queste mail di allarme non c’è mai stata una comunicazione in cui si diceva che era stata buttata una sacca. – conclude l’assessore – Questo credo che sia difficilmente spiegabile e qualcuno appunto deve dare una spiegazione”.

“Una cosa che credo sia da fare velocemente è dare una tracciabilità – non ovviamente donatore per donatore, perché questo non sarebbe possibile per privacy, ma giornata per giornata – delle donazioni con la possibilità di consultazione esterna per vedere ogni giornata quanto ha prodotto e quello che è stato prodotto poi che fine ha fatto”.
“Credo che servirà un passo informatico in più per renderlo visibile ai terzi e credo che sia anche un buon percorso da fare insieme alle Avis e all’Officina del sangue“, ha aggiunto l’assessore.

Infine, l’assessore ha spiegato che la carenza di personale al Dipartimento e all’Officina del sangue è gestita attraverso le risorse stanziate, con Torrette che dispone di autonomia per le proprie scelte, e che l’organico dell’Officina del sangue, pari a 22 persone, può essere intercambiabile secondo le esigenze operative.

Il caso resta aperto e sarà centrale nei prossimi giorni il confronto politico e tecnico su trasparenza, responsabilità e gestione del sistema trasfusionale nelle Marche.

Nel servizio la richiesta delle opposizioni di centrosinistra del Consiglio regionale delle Marche di una commissione d’inchiesta per fare luce sulla vicenda.

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