Botta e risposta nel Pd lamense, scintille tra la segretaria Di Buò e l’ex Falcioni

Il duello elettorale dello scorso 14 giugno e le sorti future del partito fanno ancora parecchio discutere nella sezione di Castel di Lama

di Federico Ameli

Clima piuttosto teso all’interno della sezione del Partito Democratico di Castel di Lama, alle prese con gli strascichi del recente congresso legati all’elezione della nuova segretaria Rita Di Buò e del direttivo che la accompagnerà nella sfida di riunificare il partito dopo mesi di divergenze e commissariamento.

Sfida che si preannuncia piuttosto difficile, dato che nelle ultime ore l’ex segretario Stefano Falcioni e la maggioranza del direttivo sono stati protagonisti di un’aspra polemica sulle sorti del partito. Commentando l’esito delle ultime elezioni, Falcioni ha espresso le sue perplessità sulla direzione intrapresa dalla maggioranza del circolo lamense, affidato a una segretaria che non ha mai nascosto i suoi trascorsi tra le fila di Italia Viva.

Rita Di Buò e Francesco Ameli

«Nonostante l’obiettivo fosse riunire la sezione lamense – commenta Falcioni – non abbiamo ritenuto opportuno e costruttivo sostenere la candidatura di Di Buò, la quale soltanto pochi mesi fa era dirigente provinciale di Italia Viva, andando a trasformare il circolo in una sorta di “Italia Viva 2”, facendo eleggere una segretaria che non ha praticamente mai militato nel Pd.
Di Buò, inoltre, sostenuta dai tesserati provenienti dal comitato Castel di Lama 20.23 e dal vecchio corso del Pd, non riconosce il ruolo degli assessori Falcioni e Vagnoni e si prefigge di collocarsi all’ opposizione dell’attuale Amministrazione comunale.

Il Pd dovrà impegnarsi – prosegue – per essere baricentro ed anello di giunzione tra la sinistra e la parte centrista dello schieramento. A Castel di Lama dobbiamo indiscutibilmente riconoscere la vittoria politica della parte del Pd che ha sostenuto il progetto del sindaco Bochicchio, consapevoli che quell’alleanza è il punto di partenza verso un rinnovato dialogo tra tutte le forze riformiste e progressiste».

Un punto di vista evidentemente distante dalla maggioranza del direttivo Pd, che ha immediatamente replicato con durezza alle dichiarazioni dell’ex segretario.

« È difficile capire perché Falcioni sostenga sempre posizioni contro il Partito Democratico ma ci è cascato di nuovo, nonostante il fatto che, dopo l’allontanamento, avesse fatto di tutto per tornarci, si sperava con un animo diverso, più costruttivo, rispettoso delle maggioranze – esordiscono Maria Gabriella Angelini, Alessandra Egidi, Davide Giorgi, Piero Mozzoni, Cesare Pierantozzi ed Eleonora Sensoli

Di nuovo, invece, attacca il nuovo corso del partito, non accorgendosi che la segretaria aveva sperimentato una decina di giorni prima del congresso il cosiddetto campo largo, candidandosi nelle liste del Partito Democratico di Ascoli, unitamente al Movimento 5 Stelle, a sostegno di Emidio Nardini.

Con ogni probabilità, Falcioni è oltremodo preoccupato per la sua poltrona e non intende dare manforte alla maggioranza che democraticamente ha eletto la nuova segretaria, così come non sostenne il Partito Democratico alle ultime elezioni. Per lui le decisioni maggioritarie e democratiche assunte dal partito sono valide solo se rispondenti alla sua volontà. Crediamo che Falcioni abbia necessità di avere chiaro che il partito si nutre di democrazia, mentre tutto il resto non è altro che interesse personale».

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