Bonvecchi denuncia arbitri e regole: “Ci troviamo a combattere contro un nemico oscuro”

ECCELLENZA – Le parole del Presidente del Chiesanuova dopo il match contro Montefano: “Partite affidate a principianti”

Ospite della puntata di domenica 18 gennaio de “Le Marche nel Pallone”, il presidente del Chiesanuova, Luciano Bonvecchi, ha commentato diversi temi, tra cui il match contro il Montefano, terminato 2-0 per i viola. Partita segnata dall’espulsione del giocatore biancorosso Monaco dopo appena due minuti e da alcune scelte arbitrali che il presidente ha definito non imparziali.

“Ritengo che il rosso ci poteva stare. Questa regola è stata applicata con moltissimo zelo e di conseguenza il giocatore è stato espulso. La cosa che mi rattrista fortemente è il fatto che si è trattato di una sconfitta maturata in questo modo. Mi assumo la responsabilità di quello che dico, ma credo, con tutto il rispetto per il Montefano, che sia stata tutta opera della terna arbitrale ma anche di chi gestisce la situazione in generale”.

Il presidente ha proseguito sottolineando alcune criticità generali: “Avevamo una terna arbitrale di Jesi, quando sappiamo bene la Jesina è una squadra coinvolta nelle zone melmose dei playout. L’ho ripeto più volte ma mi sembra di essere in un lago, dove sto affogando, a un certo punto tiro fuori la testa e poi la domenica successiva torno un’altra volta con l’acqua alla gola. É vero che con quattro punti ti tiri fuori e stai vicino ai play-off, però prima di tutto bisogna farli. Oggi, non dico di aver perso i punti ma se avessimo disputato una partita interamente in 11 contro 11 sicuramente avrebbe avuto un altro esito. Premesso questo, abbiamo retto fino all’80’. Dopodiché. come si può vedere dalle riprese, il goal subito è stato viziato da un fallo, era fuori gioco”.

Il presidente ha sottolineato la necessità di intervenire sui vertici arbitrali: “Quest’anno avevo deciso di adottare la politica di tacere, ma quando il vaso è colmo arriva sempre il momento di parlare in maniera chiara. Io mi rivolgo ai vertici della Federazione arbitrale. In tribuna c’era Riccardo Piccioni, io sono andato via perché penso di essere una persona educata e dopo avrei rischiato di dire cose gravi. Ma purtroppo si stanno verificando sempre più spesso episodi di questo tipo. L’anno scorso il campionato avrebbe potuto avere un altro risvolto, quando a San Giusto, contro la Maceratese, un arbitro arrivato addirittura da Albenga ha influenzato la partita. Poi contro il Tolentino, persa 5-1, sull’1-1 l’arbitro ha annullato un gol che era regolare”.

Il presidente ha anche evidenziato le difficoltà organizzative delle società minori: “Le società piccole fanno sacrifici come tutte, però adesso questa attività si è intersecata in un contesto che ha reso l’Eccellenza quasi professionistica. Sono arrivate regole nuove che per poterle rispettare richiedono un’organizzazione complessa e costosa. Bisogna essere competitivi a livello tecnico, fiscale e legale, a cui si somma la regola per cui fino al 31 gennaio ognuno può cambiare interamente la squadra a disposizione. Di conseguenza, quando hai una squadra che fatica e alcuni giocatori chiave in rosa, oltre a impegnarti per migliorarla, ti ritrovi anche a dover affrontare tutti i problemi legati al rischio di perderli. Alla fine, noi potremmo arrivare a cambiare 9 giocatori, quando in realtà non ne avrei voluto sostituire nemmeno uno, perché credevo nel progetto iniziale”.

Infine, il presidente ha denunciato l’arroganza di alcuni arbitri e l’impatto negativo sulle società: “L’Eccellenza si sta trasformando in un ambiente che non fa per noi. Con questo non voglio annunciare una resa, ma significa parlare chiaro. Inoltre, le partite vengono affidate a principianti, arbitri arroganti che non accettano dialogo con i giocatori. Noi dobbiamo fare il nostro percorso, cercando di mordere il campo con tutte le nostre forze, perché l’unica cosa costruita in queste ultime partite è stata una forte coesione tra i ragazzi. Ma ci troviamo a combattere contro un nemico oscuro, gli arbitri e tutte queste regole che penalizzano le società piccole”.

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