Boca, ripartono le attività del settore giovanile

Il presidente Trementozzi sulla questione green pass rafforzato obbligatorio: “Obbligare a restare a casa ragazzini di dodici anni è vergognoso, perché è risaputo che all’aperto l’attività sportiva ha probabilità di contagio quasi nulle”

Ripartono le attività del settore giovanile Boca dopo le festività natalizie. Le prime a scendere in campo sono state le Under 10 della Boca Girl che, in quel di Santa Maria Apparente, si sono ritrovate per un allenamento post Epifania, sebbene siano stati sospesi tutti i campionati, compresi quelli amatoriali.

Le giovani xeneizes, infatti, con il naturale assenso dei genitori e della società, hanno deciso di proseguire a praticare sport e riprenderanno la naturale programmazione di tre volte la settimana. Stesso discorso per l’Under 8 maschile di mister Fabio Cingolani, mentre la grande voglia dell’Under 12 femminile si scontrerà con i divieti imposti dal nuovo decreto. Essendo, infatti, le ragazze in età di obbligo vaccinale, il club potrebbe ritrovarsi, come molte altre società, in grandissima difficoltà.

E qui interviene duro il presidente Emanuele Trementozzi: “Non entro nel merito del pro o contro vaccino, non mi interessa – afferma il numero uno gialloblu – il dato di fatto è che lo sport sta morendo e nessuno fa niente. Obbligare a restare a casa ragazzini di dodici anni è vergognoso, perché è risaputo che all’aperto l’attività sportiva ha probabilità di contagio quasi nulle. Non siamo più di fronte ad una misura contenitiva del virus ma davanti ad un vero e proprio ricatto sociale, perché fare sport all’aria aperto non ha fa mai fatto ammalare nessuno. Anzi, nella maggior parte dei casi, ha sollevato molti di noi dai problemi. Ci troveremo, da oggi, a distruggere i loro sogni e la loro passione e nulla è cambiato dall’inizio della pandemia. Se vogliamo ragazzi intontiti dai social e dai telefoni, io non ci sto”. La Boca Civitanova, come già reso pubblico, non stopperà le attività nel rispetto delle leggi, obtorto collo e proseguirà anche con tutte le formazioni senior. Mi pongo solo una domanda, la solita dal 2020? Da quando lo sport è sinonimo di malattia? E a questa, oggi, ne aggiungo un’altra. Da quando lo sport è veicolo di discriminazione sociale? Se qualcuno saprà rispondermi ne sarei grato, ma credo già di conoscere le risposte”.

 

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Author: redazione

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