Biodigestore Force, Castelli: “Curti e Fabiani vogliono coinvolgere Regione in maniera strumentale”

Guido Castelli

L’assessore regionale interviene in merito alla polemica sull’impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi e punta il dito contro sindaco e presidente della Provincia di Ascoli

di Luca Gabrielli

Non si ferma la polemica sulla vicenda del Biodigestore di Force. L’impianto per il trattamento dei rifiuti liquidi sta scatenando una serie di interventi da parte di tutti gli attori politici coinvolti, sindaci, provincia e regione con un continuo scarica barile delle responsbailità.

L’assessore regionale Guido Castelli, a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Force, Augusto Curti, e dei consiglieri dem Casini e Cesetti tende però a fare delle precisazioni:
“Sul biodigestore ho la netta sensazione che sia il Sindaco di Force, Augusto Curti, che il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Sergio Fabiani, stiano cercando, in maniera strumentale, di coinvolgere la Regione, lasciando intendere che l’esito del procedimento dipenda dalle scelte di Palazzo Raffaello. Così non è, almeno dal punto di vista tecnico-amministrativo. Sotto il profilo strettamente politico, la maggioranza di centrodestra ha predisposto una mozione contraria alla localizzazione dell’impianto nella Valdaso, la legge è chiara nello stabilire che l’Ente che governa l’intera questione è la provincia di Ascoli Piceno. L’art. 3 della legge regionale n. 11 del 2019, che disciplina la valutazione di impatto ambientale, affida alle province la competenza per quei progetti che, dal punto di vista territoriale, ricadono interamente all’interno del perimetro di una provincia”.

Il Presidente della Provincia, Sergio Fabiani, afferma che “in questi giorni sono in corso, tutti gli approfondimenti necessari ad esaminare il percorso fin qui effettuato. Mi sorgono, tuttavia, due riflessioni da fare. In primo luogo se fosse stato necessario coinvolgere tecnicamente anche comuni del fermano: in questo caso allora è del tutto evidente che il procedimento non sarebbe stato in capo a questo ente, ma sarebbe stato di competenza regionale. Inoltre, leggendo il Decreto regionale che esprime parere favorevole al progetto, ho notato che tra le prescrizioni della Regione è stabilito che, prima dell’emanazione dell’autorizzazione finale, dovrà essere acquisito il contratto di compravendita delle aree oggetto dell’intervento. Questa condizione ad oggi non mi risulterebbe essersi verificata”.