L’intervista all’attaccante del Fabriano Cerreto Mamadou Ndiaye. Oltre ad aver girato l’Europa con tante esperienze importanti alle spalle ha due scuole calcio in Senegal dove segue i bambini e gli permette di studiare
Dall’Aghetoni all’Aghetoni. Dall’Urbania a un’altra pesarese, la Fermignanese. A distanza di quasi tre mesi il Fabriano Cerreto ha ritrovato il sorriso e lo ha fatto superando nettamente 3 a 0 nello scorso weekend la squadra di Pazzaglia. Tre punti pesantissimi per i cartai, che hanno così abbandonato l’ultimo posto e si sono portati a tre lunghezze dalla salvezza diretta. Protagonista del pomeriggio in casa Fabriano Cerreto l’attaccante di origini senegalesi Mamadou Ndiaye, soprannominato e chiamato da tutti “Bebeto” autore di una doppietta che sono valsi anche i suoi primi goal in maglia rossonera: “Avevamo voglia di vincere per svoltare. È una vittoria, merito del lavoro del mister e della squadra. Non abbiamo fatto miracoli, ma semplicemente quello che ci ha chiesto e detto il mister. Sono qui per fare goal e spero di farne il più possibile. Per un’attaccante fa sempre piacere segnare, ma il merito è del lavoro della squadra che mi hanno messo nelle migliori condizioni per segnare. E per questo faccio i complimenti ai ragazzi”.
Dopo aver vestito nella prima parte di stagione la maglia della Castiglionese nel girone B di Eccellenza Toscana, mettendo a referto 6 reti a inizio dicembre, il valido attaccante ha deciso di sposare il progetto della società del presidente Guidarelli, giungendo così nelle Marche per la prima volta nella sua carriera: “Avevo iniziato bene a Castiglione, ero anche secondo nella classifica cannonieri. Poi abbiamo avuto qualche problema a livello societario. Lavoro con Fabrizio Rotini, che cura le mie cose. Ha molte conoscenze e quindi si è prospettata questa opportunità. Sia il direttore che la società mi hanno voluto a tutti i costi. Inoltre con il mister ci siamo affrontati lo scorso in Eccellenza Umbra, quando io ero all’Angelana e lui al Pontevalleceppi. Ha fatto un grandissimo lavoro portando alla salvezza il Pontevalleceppi. Sono molto felice di lavorare con lui. Quindi ho deciso di sposare il progetto del Fabriano”.
Bebeto è un autentico giramondo, infatti nella sua lunga carriera vanta un passato importante in Svizzera in Serie B con la maglia del Lugano, in Seria A e Serie B ungherese con le maglie di Kaposvar, Kecskemet e Gyirmot, poi in Turchia in Super Lig con il Gaziantep e infine in Kosovo con l’Ulpiana. In Italia invece, ha vestito le maglie di Giulianova, Nereto, Puteolana, Budoni, Pietralunghese e Angelana nella scorsa stagione: “Ogni realtà e paese è diverso. Non esistono campionati facili. Il calcio è uguale dappertutto. Bisogna avere sempre ambizione e obiettivi nella vita. La carriera di un calciatore non è lunga e quindi devi sempre dare il massimo“.
Inoltre Bebeto è molto legato al Senegal e nella capitale Dakar ha deciso di fondare e investire su una scuola calcio che ha chiamato 100% Foot: “Ho due scuole calcio che contano 423 bambini. L’unica regola obbligatoria è che devono andare a scuola. Permetto a loro di studiare e magari diplomarsi, cosa invece in cui ho fallito io. Io dò loro due opportunità perché se nel calcio le cose non dovessero andare bene, almeno hanno un’altra strada da poter percorrere“. Senegal che tra l’altro nell’ultimo periodo è passato sotto i riflettori del mondo per la vittoria della sua seconda Coppa d’Africa in una finale dalle mille emozioni e polemiche contro il Marocco: “Questa crescita dal movimento calcistico in Senegal è dovuto alla formazione che è alla base di tutto. Stanno cercando di investire molto nelle scuole calcio. Ad esempio in Europa si lavora molto sulla tattica, ma meno sulla tecnica. ed è quello che stiamo facendo in Senegal. Siamo ripartiti dalle basi e questo sta dando i suoi frutti. Ma non solo in Senegal, ma anche negli altri paesi dell’Africa che stanno crescendo notevolmente”.

Domenica per il Fabriano Cerreto è tempo di viaggiare in direzione Montecchio per affrontare un K-Sport Montecchio Gallo imbattuto da sette giornate ma che soprattutto non subisce goal da sei giornate: “Non esistono partite facili, tutte le partite sono difficili. Poi a volte incidono magari gli episodi o la fortuna. Rispetto massimo per l’avversario, ma noi andremo a giocarcela con i nostri mezzi cercando di fare il massimo“. In chiusura: “Non dobbiamo guardare la classifica ma partita dopo partita. Dobbiamo lavorare a testa bassa e ascoltare il mister che ci fa lavorare bene. Siamo una squadra forte e non meritiamo quella posizione di classifica. Siamo giovani ma con tanta voglia di lavorare e migliorare. Il nostro obiettivo è la salvezza e dobbiamo raggiungerlo con umiltà. Poi a fine stagione vediamo dove saremo e faremo i conti.
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