Banca Macerata riparte da 3, il nuovo dg: partite deteriorate crollate

Toni Guardiani sostituisce Rescigno alla direzione, Debora Falcetta alla guida della rete commerciale, Nando Ottavi vice presidente.
Il fondatore Tartuferi: “Grande soddisfazione per la crescita dell’istituto di credito, delusione e rammarico per un territorio che pare non volersi difendere”

di Maurizio Verdenelli

Piccolo e’ bello. Ed e’ ‘tanta roba’. Anzi, di piu’: e’ profumo di casa nostra. In una parola sola, adusata: e’ territorio. Quando e come vuoi. Ripartendo da 3.

Il problema e’ che il territorio e’ quello dei cento campanili ‘in cagnesco’ tra loro, spezzato in due dai ricorrenti terremoti, per meta’ dal 2016 semi abbandonato.
Il carismatico patriarca e fondatore di Banca Macerata, Loris Tartuferi ha come nell’Amleto, un occhio che ride ed uno che piange. Da una parte i risultati eccezionali di un istituto di credito ‘fatto in casa’ nel maggio 2006 con 14 dipendenti (ora 75+18 consulenti, ROE del 6,6%, utile + 38%, mezzi amministrati intorno al miliardo, Texas ratio al 2,6%).

Loris Tartuferi e (con la mascherina) Nando Ottavi

Dall’altra un territorio “che non si difende economicamente bene” dove troppo spesso il principio del bene comune e’ nome vano senza soggetto. Delusione e rammarico da parte del fondatore che Nando Ottavi, nuovo vice presidente ha cercato di mitigare. “Pochi ma buoni e dai prìncipi sani possono alla fine bastare” e’ l’espressa certezza del dirigente d’azienda belfortese, che ha un passato di pubblico impegno: sindaco, presidente di Comunita’ montana, gia’ a capo degli industriali maceratesi, poi marchigiani.

Ottavi, peraltro, pur anch’egli convenendo sul territorio ‘sofferente’ aveva poco prima chiesto l’apporto di altri 800 investitori per Banca Macerata. “Perche’ e’ regionale il nostro target” ha detto il presidente Ferdinando Cavallini, questa mattina in conferenza stampa nell’auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti.

“Gia’ siamo anche nel Fermano e nell’Anconetano” ha puntualizzato il nuovo direttore generale Toni Guardiani, gia’ vice di Rescigno tornato a Roma il giorno di San Valentino con il ‘grazie non formale’ del vertice. Con Guardiani, l’incontro con la stampa e’ servito a presentare anche Debora Falcetta, 48 anni, gia’ direttrice della sede maceratese, ora a capo dell’intera rete commerciale.

Un momento della conferenza stampa

Due eccellenze coltivate ‘in casa’ sin dalle origini. E con Ottavi, Banca Macerata riparte, se ne accennava all’inizio, post pandemia (si spera) come Troisi da 3.
Main sponsor, da domani, di Musicultura come segnala il totem verde in piazza Liberta’. La musica e’ cambiata. Mentre le superbanche abbandonano centri storici per la pianura, l’istituto fondato 15 anni e mezzo fa dal commercialista Tartuferi, diventa ancor piu’ “banca di prossimita’“. Ha assicurato in proposito la dott.ssa Falcetta: “Prodotti finanziari nostri certo, ma pure attivita’ di intermediazione e brokeraggio con la massima trasparenza ed utilita’ per la clientela. Cui garantiamo, attraverso corsi, la formazione dei nostri addetti pronti a soddisfare ogni richiesta sul mercato”.

Motivatissimo Toni Guardiani: “Saremo a fianco degli anziani, dei disabili, anche attraverso nuovi punti di consulenza. In quelle aree interne, cioe’, scosse dal sisma lasciate dai grandi istituti di credito”.
Il nuovo dg ha fatto poi due.. conti ‘in casa’: tutti d’oro e col segno + con l’eccellente eccezione del segno – in riferimento alle ‘sofferenze’.
“L’utile lordo e’ pari a 3,45 mln, netto 2; 57 mln, con percentuali rispettivamente di +26% e +38%. Il margine di interesse e’ +8%, commissioni nette +24,4%; raccolta indiretta +23%; diretta +12%. Dimezzate le partite deteriorate che adesso rapppresentano al lordo il 4,49% degli impieghi aumentati anch’essi del 10%. Incremenrato il patrimonio netto: 42,9 mln”.

Conviene ‘puntare’ su Banca Macerata? “Direi proprio di si’ -e’ stata l’esortazione del fondatore- Quando siamo partiti, ogni azione valeva 100 euro. Adesso 145. Un incremento del 35%. Quale investimento ho potuto garantire tanto?”.
E il presidente Cavallini (ex dg): “Anche quest’anno assicuriamo il dividendo, intorno all’1,7%”.
Se vi par poco, ma il popolo degli investitori maceratesi -generazioni con il principio del risparmio nel Dna, devastato dai default che la storia bancaria locale (riferimento d’obbligo: BdM) e nazionale ha registrato, si muove ancora come in una selva dantesca, impaurito, ferito e pieno di sospetti.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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