Bagno di folla per Salvini e Parcaroli: si delinea il futuro di Macerata

Parcaroli con Salvini

Il leader della Lega rende omaggio al neo sindaco maceratese

Maurizio Verdenelli

Applausi, ed un lungo abbraccio in piazza della Libertà. Tantissimi flash all’arrivo (ore 15.05) per Matteo Salvini atteso all’ingresso del Comune dal nuovo sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. “Questa vittoria ce la dobbiamo meritare tutta. Subito sul pezzo, i festeggiamenti possono durare solo due o tre ore. Poi subito al lavoro” dichiara il Capitano in un delirio di selfie e tra fotografi che si disputano l’inquadratura migliore in uno spazio utile simile ad un fazzoletto.

Poi il saluto al piano dell’aula consiliare. Ad aspettare, seduta al suo banco, c’è Anna Menghi, l’ultima sindaca del centrodestra. “Sempre qui da vent’anni contro la sinistra” proclama fieramente Anna incrociando il leader che intanto aveva chiesto dove fossero banchi del “gruppo”.

Prima d’entrare in sala giunta è salito al terrazzo che domina la piazza. Saluti, ancora applausi e in sala giunta Salvini si concede alla richiesta di selfie. Poi è il momento della riflessione. Incontro ristrrtto attorno al tavolo di sindaco ed assessori. E tutti vengono fatti uscire. Si delineano i destini dei prossimi anni maceratesi.

Il minivertice è durato appena 15 minuti, poi tutti sugli scranni di sindaco ed assessori mentre i flash impazziscono. Il Capitano detta la linea e pure… la bibliografia del nuovo corso maceratese. “Bibbia e programma elettorale sempre sul tavolo. Tornerò presto in questa città straordinaria dove – sottolinea Salvini – la Lega è il primo partito. Starò sempre vicino a Parcaroli, gliel’ho promesso. Qui c’è gente seria, che sa stare al suo posto. Sandro è un uomo bellissimo, e bellezza e libertà sono ingredienti giusti. In piazza ho visto catene… è tempo di scioglierle. Ed ora tutti a lavorare”.

Poi a sorpresa la visita nel palazzo diocesano, raggiunto a piedi, al vescovo Nazzareno Marconi che nell’omelia di San Giuliano si era pronunciato nell’imminenza del voto, preannunciando la sua terzietà nella grande contesa. Che in ogni caso avrebbe visto lui, il vescovo, in ogni caso sempre un po’ scontento per qualsiasi esito avesse avuto il risultato elettorale.

Una visita a sorpresa decisa da Salvini che poco prima aveva parlato di Bibbia e che alle 15.50 ha varcato la soglia del palazzo in piazza Strambi seguito da una delegazione con Parcaroli, Marchiori e i due parlamentari tra gli altri.

“Sono stato assolto dai miei numerosi peccati” scherza Salvini all’uscita dal palazzo vescovile dopo l’udienza blitz concessa da mons. Marconi. Agli uomini della Lega ha ribadito la necessità di difendere il territorio e il capoluogo dovunque sia necessario, soprattutto a Toma e nelle sedi dove si decide. Il vescovo ha rilanciato pure l’esigenza di tenere viva, dopo le celebrazioni di qualche anno fa, la figura di padre Matteo Ricci, ponte tra Oriente ed Occidente e motore di sviluppo per turismo ed economia locale ed italiana sul grande palcoscenico cinese .

“Siamo d’accordo, un bellissimo discorso da parte di mons. Marconi che ha mostrato d’essere molto legato alla nostra terra e di tenerci particolarmente” commenta l’on. Patassini che ha partecipato all’incontro insieme con l’altro parlamentare, il senatore Pazzaglini.

Alle 16.15 Salvini, in piazza Strambi (stavolta senza fare una lunga passeggiata) apre la portiera della propria auto blu e saluta Macerata tra gli evviva e l’ultimo applauso del suo “popolo in amore”. A Roma l’attendono i problemi post voto a cominciare dall’esigenza di rinsaldare la sua leadership, magari attraverso un rinnovamento interno. A Macerata, e cioè nella periferia lontana dal Palazzo, tuttavia la popolarità del Capitano oggi non à apparsa per nulla scalfita…

 

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