Attesa troppo lunga per la moglie al pronto soccorso: marito aggredisce infermiera

L’episodio all’ospedale di Torrette

Urla, spintoni e una serie di insulti. E’ questa l’atmosfera che si respira al pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette. L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto ad inizio settimana quando un mezzo del 118 aveva provveduto al trasporto in ospedale di una donna colta da un malore in casa.

Una volta in pronto soccorso la donna, che nel frattempo si era ripresa, è stata valutata dal personale presente al triage del pronto soccorso. Visti i parametri e lo stato di salute alla paziente è stato assegnato un codice di media gravità con la paziente che è stata invitata a mettersi in una carrozzina in attesa del proprio turno. Giusto il tempo di ricordare alla donna la disponibilità del personale infermieristico ad intervenire in caso di necessita durante l’attesa che il marito della donna non ha trovato di meglio da fare che scagliarsi contro l’infermiera del triage per non aver dato un codice di massima urgenza e di non aver adagiato la moglie su una barella.

Urla e grida che hanno spinto la stessa infermiera a barricarsi all’interno del box triage giusto in tempo per allertare le forze dell’ordine. Nel frattempo a difesa della donna era intervenuto il vigilantes che staziona proprio all’ingresso del pronto soccorso. Un comportamento da censurare quello tenuto dal marito della donna che ancora una volta ha testimoniato quanto sia pericoloso lavorare in un reparto di prima accoglienza come è il pronto soccorso. Tempi di attesa biblici che a volte fanno perdere la calma ai pazienti in attesa di essere visitati ma la responsabilità non è certo degli infermieri ne tantomeno dei medici presenti in reparto.

Le responsabilità vanno ricercate altrove con tanti pazienti che una volta in pronto soccorso non esitano a raccontare di essere stati invitati a recarsi in questo reparto dal medico di famiglia con l’intera pratica sbrigata per telefono. Il pronto soccorso a volte si ritrova ad accogliere pazienti con patologiue croniche tipo dolori al ginocchio da oltre un mese o il classico senzo di stacchezza che va avanti da qualche settimana per non parlare poi dei tanti casi di Covid che arrivano in ospedale senza alcun filtro da parte della medicina di base. Pazienti a cui viene assegnato un codice verde, restano in attesa per ore prima di essere visitati per poi tornare a casa al termine della giornata. Nell’elenco ci finiscono anche i casi sociali, così come gli ubriaconi che di solito vengono posizionati su una barella posta all’ingresso del pronto soccorso.

Aggressioni fisiche e verbali che sono all’ordine del giorno basti pensare alla manifestazione dello scorso Novembre quando il personale ospedaliero si ritrovò nel piazzale esterno dell’ospedale per dire basta a qualsiasi forma di violenza.

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