SERIE D – Dopo le difficoltà iniziali, 9 vittorie nelle ultime 13 gare per la truppa bianconera che ora è ad un passo dai playoff. Domenica arriva il Notaresco di Vagnoni
“Lo cacciano Seccardini?”. Tanto era questo il tono di messaggi scambiati dopo le prime cinque giornate di campionato da chi segue le vincende dell’Atletico Ascoli. Due pareggi e tre sconfitte consecutive per qualcuno sembrava un campanello d’allarme. Poi arrivò la vittoria a San Marino: “Benissimo, grandi, si riparte”. E infatti, da quella data 9 vittorie nelle successive 13 partite. Un bottino di tutto rispetto, condito da vittorie succulente come contro Teramo e L’Aquila, che avvicina i bianconeri in zona playoff.
Certo, addirittura c’è chi si aspettava che i piceni dovessero militare in posizioni ancora più alte. Il budget, magari, portava a pensarlo, anche se c’è sempre chi ha speso di più in categoria. E quindi, bisogna competere. Mister Simone Seccardini lo ha spesso ripetuto: “Se crei rapporti umani poi i risultati saranno una naturale conseguenza“. Ecco perché tutta la società, a partire dal direttore sportivo Marzetti alla proprietà della famiglia Giordani, non ha mai pensato di fare un passo indietro sul tecnico e il progetto. Il 3-5-2 è cresciuto, difficoltà oggettive come il forfait di De Santis – si spera prossimo al rientro in campo – ha modificato qualche piano difensivo mentre nelle ultime partite è accresciuta notevolmente la consapevolezza della squadra. Spiccano ovviamente gente come Coppola (già 4 gol e 5 assist in stagione), oppure la batteria offensiva con Maio, MInicucci, Didio e Belloni, per non parlare dell’oleata gemotria di Vechiarello, imprescindibile lì nel mezzo.
Vero, qualche prestazione è mancata – vedi Termoli – ma la squadra si è sempre stretta attorno a crescita e lavoro. Perché non si è più in alto visto il roster? Tra i motivi c’è anche quello dell’ambiente. Per carità nessuna pressione, nessun mugugno ma anche nessuna vera e propria tifoseria con cui far festa. Lo ha sottolineato lo stesso Seccardini dopo l’exploit di L’Aquila. “Abbiamo festeggiato tanto negli spogliatoi, ci manca avere un popolo con cui gioire ma non per questo le nostre imprese valgono meno“. Lo stemma sul petto è giovane rispetto ad altre piazze storiche del girone, con un seguito diverso. In tal senso, domenica alle 14:30 si tornerà al Del Duca per la sfida contro il Notaresco di mister Vagnoni. Sarà una locomotiva per i playoff ma non lasciar passare senza ticket.
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