Ast Ascoli Piceno, stabilizzati oltre cento dipendenti

In continuità con quanto attuato alla fine del 2023 quando la direzione dell’AST aveva provveduto ad applicare le norme del cd. Decreto MADIA con la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a Tempo Indeterminato per circa 40 dipendenti, oggi 28/02/2024 l’AST ha “stabilizzato” secondo le “regole COVID” ben 108 dipendenti, 52 infermieri e 56 OSS, Operatori Socio Sanitari. A brevissimo l’AST provvederà ad applicare la medesima normativa COVID per le altre figure professionali aventi diritto.

Si tratta di personale che già sta lavorando all’interno dei reparti e dei servizi aziendali e che con il rapporto di lavoro a tempo indeterminato potranno proseguire la loro esperienza lavorativa. Questo innalzamento del tetto di spesa è stato recepito dall’Azienda nel Piano del Fabbisogno Triennale del Personale 2024 che, rispetto al documento del marzo 2023 riporta + 15 infermieri e + 11 OSS. Il risultato di oggi è stato raggiunto grazie anche agli accordi siglati con le rappresentanze sindacali che, dopo la sospensione dello stato di agitazione proclamato nei mesi scorsi, hanno continuato a confrontarsi con l’Azienda per proseguire nella predisposizione dei nuovi regolamenti e dei nuovi accordi che permetteranno ai lavoratori di ricevere i benefici previsti per legge e per contratto.

“Un grande risultato – dice il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti – che conferma il sinergico lavoro che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti con l’Azione Sanitaria Territoriale locale e con la direttrice generale Nicoletta Natalini, alla quale va il mio plauso. Quando sono stato eletto sindaco, nel giugno 2019, abbiamo scongiurato in ogni modo la realizzazione dell’Ospedale Unico, che avrebbe portato alla ‘morte’ del Mazzoni e della città di Ascoli, tanto dal punto di vista sociale quanto dal punto di vista sanitario. Al contrario, grazie alla realizzazione dell’Azienda Sanitaria Territoriale, abbiamo dato il via a una nuova visione della sanità locale. Nel corso del mio mandato amministrativo, ho avuto costanti contatti e interlocuzioni con tutti gli operatori sanitari: l’odierna stabilizzazione di 52 infermieri e 56 operatori socio sanitari è un grande risultato, raggiunto grazie alla stretta collaborazione e ai fitti colloqui avuti con la direttrice Natalini e con la Regione Marche. Siamo ben consapevoli di come ci siano tante altre problematiche da risolvere: dalla valorizzazione del personale medico, infermieristico e sanitario all’abbattimento delle liste d’attesa. Grazie al lavoro che stiamo portando avanti ormai da diverso tempo, però, abbiamo posto un freno a tanti anni di mala gestione della sanità locale, dando vita a un nuovo futuro per il nostro ospedale e per i suoi operatori, che presto incontrerò – con la consueta disponibilità sempre avuta nei confronti dei miei cittadini – per continuare ad ascoltare le loro esigenze”.

Una notizia che viene commentata favorevolmente dal sindaco di San Benedetto del Tronto Antonio Spazzafumo. “La stabilizzazione di ben 108 dipendenti tra infermieri e Operatori Socio Sanitari da parte dell’Azienda Sanitaria Territoriale, unitamente alla sospensione dello stato di agitazione proclamato dalle rappresentanze sindacali e all’annuncio che l’AST  provvederà ad applicare la medesima normativa per le altre figure professionali aventi diritto – si legge nella nota stampa del primo cittadino rivierasco – rappresenta un segnale importantissimo per la comunità picena, e in particolare per quella sambenedettese che guardava con legittima preoccupazione alle problematiche del personale operante al “Madonna del Soccorso”. “Ho sempre resistito alle richieste di tanti che premevano perché assumessi posizioni apertamente conflittuali – aggiunge Spazzafumo- non solo perché sono convinto che le azioni plateali non portano a nessun risultato, ma perché ero consapevole del lavoro che i vertici aziendali, supportati da quelli regionali, stavano compiendo con discrezione per arrivare a traguardi tangibili. Questa posizione mi ha attirato tante critiche ma oggi ho la conferma che questo era l’atteggiamento giusto da assumere. Esso caratterizzerà anche in futuro il mio ruolo di interlocutore primario di chi gestisce la sanità pubblica”.

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