Associazione Fitness Marche, vicepresidente: “Il settore rischia di scomparire”

Mancinelli: “Il nuovo Decreto Sostegni è totalmente inefficace”

di Marica Massaccesi

Il settore del fitness paga il prezzo più alto di questa pandemia. Nonostante la riapertura a singhiozzo di scuole, parrucchieri e centri estetici, le palestre sono chiuse dal 24 ottobre 2020 e con loro tutte le attività motorie amatoriali sono ancora sospese. Così da poche settimane è stata fondata da otto società marchigiane l’associazione A.F.M, Associazione Fitness Marche, dedicata esclusivamente al settore del fitness e rappresenta oltre 70 società sportive dilettantistiche delle Marche.

 

“Siamo chiusi da sei mesi, ma anche se siamo chiusi abbiamo continuato a pagare gli affitti e le quote fisse – dice Emanuele Mancinelli, direttore tecnico della palestra Happiness Group e vicepresidente dell’associazione – il fatturato delle palestre è basato soprattutto sugli abbonamenti annuali dei clienti ma il nuovo decreto sostegni di Draghi non prevede sostegni per questo e neanche nessun aiuto sugli affitti quindi un decreto totalmente inefficace“. Emanuele Mancinelli, gestore delle palestre di Chiaravalle, Castelfidardo, Loreto e Recanati e del centro specializzato per gli allenamenti individuali ad Ancona racconta la situazione di stallo che stanno vivendo gli operatori del settore.

“Su 13 mesi di pandemia siamo stati chiusi 77 giorni nel primo lockdown, poi abbiamo riaperto ma solo per 5 mesi di cui 3 estivi (giugno, luglio e agosto) – continua Mancinelli – mesi in cui le palestre sono già di loro poco frequentate e questo ha portato a una situazione economica molto compromessa. Avevamo organizzato ogni ambiente in sicurezza: accesso controllato per permettere di risalire alla ricostruzione di un contagio, i macchinari e le sale sanificate ad ogni utilizzo, l’uso della mascherina e i plexiglas. E tutt’oggi di fatto non ci sono dati che dimostrano contagi nelle palestre”.

Per questo come fondatore dell’A.F.M., associazione nata per porre l’attenzione a una categoria di lavoratori dimenticata dallo Stato, e portavoce dichiara che: “oltre a sapere quando si potrà aprire le palestre, chiediamo un sostegno economico concreto perché appena le palestre apriranno la situazione peggiorerà ancora. Ogni nostro cliente avrà diritto di entrare senza pagare in quanto già in possesso dell’abbonamento non utilizzato e noi saremo ancora più in difficoltà perché per altri mesi non avremo liquidità in entrata ma solo ulteriori costi da sostenere. E’ un settore che rischia di scomparire e quindi è necessario dare consapevolezza alle istituzioni del dramma che il settore fitness vive in questo momento e diventerà un dramma ancora più deleterio quando si riaprirà”.