Assalto al bancomat: arrestati due uomini, è caccia al terzo complice

Le indagini dei Carabinieri di Pesaro-Urbino

Era piena notte quel 21 settembre dello scorso anno, quando il fragoroso boato che sconquassò lo sportello ATM dell’Istituto di credito “Riviera Banca” di Gradara e provocò ingenti danni in tutti i locali della filiale bancaria, venne distintamente udito in tutta la via e quartieri limitrofi, con indubbio allarme sociale, a riprova delle notevoli potenzialità dell’esplosivo utilizzato per il colpo, che costò alle casse dell’Istituto decine di migliaia di euro di ammanco. A distanza di quasi un anno, le certosine, articolate e complesse indagini condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Pesaro-Urbino hanno permesso di fare piena luce sulle responsabilità del grave delitto predatorio.

Sin dalle prime battute, fondamentale si è rivelato il dispositivo di prevenzione e di “reazione rapida” che scatta in consimili circostanze – rapine e più gravi delitti contro il patrimonio – su apposito piano di risposta disposto dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Luciano Ricciardi, che ha permesso di braccare sin da subito i rei fuggitivi e di individuare appena a qualche ora di distanza, la macchina utilizzata per il colpo e diverso materiale indiziario, tra cui parte degli artifizi esplodenti utilizzati per il confezionamento dell’ordigno artigianale denominato “marmotta”, sempre più utilizzato in alternativa al gas acetilene, in queste situazioni delittuose, ma decisamente più pericoloso visti anche gli effetti.

Da lì, grazie ai rilievi tecnico-descrittivi effettuati ed alla sinergia collaborativa con l’Arma del luogo, Stazione di Gabicce, e della Provincia di Foggia, luogo di provenienza della “banda” composta da tre elementi, è partito il protratto e complesso iter investigativo, durato diversi mesi con attività svolte sia “sul campo” con prolungati servizi di o.c.p. (osservazione, controllo e pedinamento) e riscontro, che con gli strumenti tecnico-scientifici a servizio della Polizia Giudiziaria, che ha permesso agli uomini dell’Arma di denunciare due pregiudicati provenienti da Orta Nova (Foggia), P.A. di 35 anni e C.P. di 32 anni, entrambi già gravati da significativi pregiudizi di polizia e di cui venivano chiaramente acclarate le specifiche responsabilità.

L’impianto accusatorio è stato pienamente condiviso dall’Autorità Giudiziaria di riferimento, che concedeva nei giorni scorsi due misure cautelari restrittive di Custodia Cautelare in Carcere a blindare il quadro indiziario acquisito sul conto dei due rei, misure eseguite nella nottata e mattinata odierna, dopo un intensa attività di rintraccio eseguita nella provincia di Foggia, in particolare di uno dei due. I due arrestati, in esecuzione dei citati Provvedimenti Giudiziari, sono attualmente reclusi presso il Carcere di Foggia.

Sono tuttora in corso le attività di indagine per risalire anche alla compiuta identificazione e conseguente denuncia penale del terzo complice.

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