Asilo occupato poi sgomberato quando funzionava: nessun progetto pilota, ora i bivacchi proliferano…

Situazione incontrollabile ad Ancona, e pensare che nel 2013 alcune associazioni mandarono avanti la struttura occupata in via Ragusa: ripulita con la forza, adesso però i senza dimora si moltiplicano

 

 

Nelle ultime settimane ad Ancona si moltiplicano le segnalazioni di senza fissa dimora che dalla periferia al centro stanno dando vita ad una serie di bivacchi. Una situazione fuori controllo in fatto di politiche assistenziali ma in tanti in questo periodo ripensano alla questione legata all’occupazione dell’asilo di via Ragusa avvenuto nel 2013.

Il metodo non sarà stato senza dubbio dei migliori in quanto si trattò di una occupazione vera e propria di un edificio pubblico, ma quanto accaduto in quel dicembre 2013 ad Ancona all’asilo Regina Margherita in via Ragusa poteva rappresentare un vero e proprio progetto pilota a livello nazionale. In pochi parole tante associazioni per mesi riuscirono a mandare avanti questa struttura dove trovarono rifugio una cinquantina di senza fissa dimora.

Nella zona del Piano tanti residenti diedero una mano portando tutto quello che poteva servire, Anconambiente sistemò dei cassonetti per l’immondizia e all’interno della struttura per mesi non ci fu nessun problema di ordine pubblico nè tantomeno si videro più in strada sbandati e senza fissa dimora soprattutto nella zona del Piano. Una risposta sul territorio con tanto di impegno da parte di queste associazioni che riuscirono ad identificare tutti i soggetti, bambini compresi, garantendo loro un minimo di assistenza igienico sanitaria e non solo. Il tutto fino a che il comune decise di effettuare lo sgombero con tanto di forze dell’ordine alle prime luci dell’alba dopo qualche mese dall’occupazione. Titoli di coda per un progetto che poteva essere rimodulato in altre strutture in stato di abbandono sempre di proprietà del comune coinvolgendo questi “Rivoluzionari della domenica” come qualcuno li aveva definiti.

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