Ascoli verso due poli tecnologici, ma qui non siamo a Milano

L'area ex Carbon vista dall'alto

L’ex presidente della Provincia Celani: “L’unico da realizzare è quello alla ex Carbon e Villa Tofani è un piccolo seme sul quale dovrà fiorire lo sviluppo della nostra imprenditoria”

L’annuncio è una strategia diffusa in politica. Utilizzata, spesso, come cortina fumogena per coprire problemi irrisolti, o per inculcare nei cittadini quell’idea di attivismo amministrativo, che, invece, non traspare dalle cose effettivamente realizzate. Ebbene, questa politica dell’annuncio è anche un po’ la tattica adottata dal sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti: messa in atto a metà luglio 2019, un mese dopo il suo insediamento a Palazzo Arengo, e protrattasi fino ad oggi.

 

Tra lettera per il riconoscimento di piazza del Popolo patrimonio dell’Unesco annunciata e mai inviata al Ministero, lavori in corso Trieste annunciati e ancora non partiti, messe in sicurezza sismica delle scuole annunciate e ancora non decollate, riduzioni delle tariffe per la sosta oraria in centro annunciate e ancora non realizzate, ripavimentazioni di piazza Arringo inserite al posto di progetti già finanziati, ma vincolati alla smart mobility, come il ponte ciclopedonale San Pietro in Castello, fino alla realizzazione, addirittura, di un osservatorio astronomico alla Fortezza Pia e, notizia di oggi, all’insediamento di un polo scientifico e tecnologico nel complesso Sant’Angelo Magno, nei pressi dell’area universitaria. Progetti affascinanti, sicuramente di richiamo mediatico. Ma nulla più. Almeno fino ad oggi, purtroppo.

Villa Tofani che ospita Hub 21

Sono però le due ultime proposte a sorprendere maggiormente. In particolare quella relativa al polo scientifico e tecnologico, un “incubatore” d’impresa, funzionale allo sviluppo imprenditoriale del territorio attraverso l’offerta di servizi ad hoc alle aziende come l’affitto di moduli per ufficio, la consulenza sulla definizione e lo sviluppo del business plan, la formazione imprenditoriale, la consulenza legale, il monitoraggio dei finanziamenti, il networking con altre imprese, e i servizi di comunicazione e marketing. Un progetto che lascia basiti perché quanto ci si propone di fare, in città già esiste. Da almeno sette anni. Ed è tuttora operativo.

Si chiama Hub 21, con sede in via Piemonte, presso l’ex Villa Tofani, nel complesso ex Carbon. Inaugurato nel 2014, per volontà dell’amministrazione provinciale dell’epoca, a guida centrodestra (presidente Piero Celani), che stanziò 1,3 milioni di euro tra acquisto della villa dalla società Restart e relativa ristrutturazione, questo incubatore, che negli anni, con la riqualificazione dell’intera area, si sarebbe dovuto ampliare e trasformare in un vero e proprio parco scientifico e tecnologico, diventerebbe un doppione. Peraltro in una città, come Ascoli (46mila abitanti), e non certo Milano o Londra.

E allora la domanda sorge spontanea: è il caso di creare una realtà alternativa all’attuale polo tecnologico già esistente?

Piero Celani all’inaugurazione di Villa Tofani

Commenta Celani, capogruppo della lista civica di centrodestra Forza Popolare, nonché ex sindaco ed ex presidente della Provincia: “Premetto che non conosco questo progetto Sant’Angelo Magno e quindi preferisco non commentare. Però una cosa ci tengo a dirla. Il polo scientifico e tecnologico nacque progettualmente nel 2006 con la mia Amministrazione, che ne fece uno dei punti programmatici portanti per Ascoli e l’intera provincia. Per cui ritengo che da lì non debba essere spostato. E quando dico da lì, intendo l’area ex Carbon. Non solo, se davvero vogliamo che funga da volano per la nascita di nuove imprese, sempre più innovative e tecnologiche, bisogna crederci fortemente e svilupparlo con nuovi investimenti. Villa Tofani, infatti, è solo un piccolo seme sul quale dovrà fiorire lo sviluppo della nostra imprenditoria”. Insomma, secondo colui che possiamo definire come il “padre” del Polo tecnologico l’area migliore sarebbe quella dell’ex stabilimento Carbon, dove peraltro, secondo il Programma per la riqualificazione urbanistica della zona (Pru), dovrebbe sorgere e svilupparsi (1/3 residenziale, 1/3 area verde, 1/3 parco scientifico e tecnologico). Area che la stessa Amministrazione Fioravanti, spulciando atti e delibere, non avrebbe ancora provveduto a modificare.

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