Ascoli, Tavolo acqua bene comune: sulle iniziative della Ciip il silenzio delle amministrazioni comunali

Un momento dell'incontro con il Tavolo per l'Acqua bene comune

Massimo Rossi: “Non deve perdere la propria missione investendo in rifiuti e discariche”

Il tema della qualità dell’acqua è da tempo al centro di polemiche nella provincia di Ascoli tanto da spingere associazioni e privati cittadini ad attivare il Tavolo Piceno per l’Acqua Bene Comune. Oggi, alcuni rappresentanti del Tavolo, hanno presentato un documento sulle operazioni che la Ciip sta portando avanti e che, secondo una loro valutazione, poco c’entrano con la gestione dei cicli idrici integrati.

 

“Mentre in varie zone di Ascoli e Fermo i cittadini sono alle prese con problemi legati alla qualità e scarsità dell’acqua – attacca subito Massimo Rossi, ex presidente della Provincia e portavoce del Tavolo sull’acqua bene comune – ci siamo stupiti anche noi del fatto che i vertici della Ciip si stessero impegnando in una costosa operazione di mercato con IREN Spa, una multiutility quotata in borsa, e che riguarda il settore dei rifiuti e delle discariche. L’operazione prevederebbe la costituzione di una Newco, una nuova società, di cui Ciip farebbe parte insieme ad altre due società entrambe acquistate all’asta da IREN. I costi di questa operazione – incalza il portavoce del Tavolo – ricadrebbero pesantemente sulle bollette e l’impatto potrebbe coinvolgere pesantemente la Ciip che sarebbe, sempre come da accordo, obbligata a partecipare entro sei anni con investimenti per 37 milioni di euro per la realizzazione di impianti di smaltimento e/o trattamento di rifiuti speciali e urbani nel territorio in cui opera”.

“Un vincolo che, se non rispettato – conclude Rossi – comporterebbe l’ulteriore obbligo di acquisire il restante 40% da IREN. Quello che preoccupa è però il silenzio delle amministrazioni dei Comuni coinvolti che però, per rendere valido tale accordo, dovrebbero approvarlo tutti e 59, insieme alle assemblee di ATO e Ciip. Se però anche uno dei Comuni non accettasse, nel testo dell’accordo la stessa società si impegna a negoziare in buona fede con IREN un nuovo accordo che preveda una modalità alternativa per l’esecuzione dell’accordo in modo da conservarne scopo e oggetto. Assurdo!”.

 

“Il Tavolo Piceno Acqua Bene Comune – continua Gregorio Cappelli, rappresentante di Cittadinanza Attiva e di uno dei comitati spontanei dei cittadini – si augura che questo accordo non sia stato mai sottoscritto o comunque già cestinato. In un momento come questo di difficoltà, con la qualità dell’acqua che ha raggiunto livelli davvero bassi, stupisce come si cerchi di espandere i propri interessi in ambiti che nulla hanno a che fare con la propria mission. Anche qui ad Ascoli si parla tanto di Green ma non si dice nulla quando si continua a investire sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti”.

“Ho lavorato in Ciip per 37 anni e non la riconosco più – chiude gli interventi Gianfranco Marinelli – eravamo conosciuti per la qualità dell’acqua e per i costi bassi. Ora si investe in settori che nulla hanno a che fare con la gestione dei cicli idrici integrati e la qualità del servizio è scaduta. Dispiace perché in Ciip c’è personale qualificato. La Ciip ci ha chiuso la porta in faccia ma dispiace che anche i sindaci si siano sfilati da un confronto che speravamo potesse essere costruttivo. Chi paga quest’accordo? La beffa sarà se tutto questo poi ricadrà sulle spalle dei cittadini, gli unici veri a rimetterci in questi casi”.

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