Ascoli, sui dati del turismo botta e risposta tra maggioranza e opposizione

Il centro di Ascoli affollato di giovani

Agostini: “A causa del Covid non si è potuto mettere a regime le nuove politiche turistiche”. Nardini: “Sono evidenti le responsabilità di chi governa la città”. Stipa: “Paghiamo lo scotto del terremoto e delle difficoltà di collegamento”. Tamburri: “Ribadiamo i dubbi sulle competenze interne a questa amministrazione”. Ameli: “Manca la capacità attrattiva”

Il rilancio economico di Ascoli non può prescindere dal turismo. Così come il turismo non può fare a meno delle ricchezze architettoniche, storiche e culturali del capoluogo Piceno. Ma perché questo legame si saldi indissolubilmente ci vogliono politiche mirate, fatte di piani quinquennali e strategie promozionali di qualità. Politiche che, invece, in tutti questi anni sono mancate. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: 53.972 presenze turistiche nel 2019, contro le 78.574 del 2018, che pongono la città delle cento torri, di nuovo, all’ultimo posto, per presenze turistiche, tra i capoluoghi di provincia delle Marche.

Davvero poco per pensare ad un futuro all’insegna di viaggiatori in arrivo e di turisti italiani e stranieri in giro per rue e piazze, o seduti ai tavoli di bar e ristoranti, o a fare shopping nei negozi del centro storico. E questo nonostante il calo di presenze rifletta un trend regionale: Macerata, penultima in graduatoria, che ha chiuso il 2019 con 190.935 presenze, quattro volte di più di Ascoli, nel 2018 ne aveva fatte registrare 221.122; così come Ancona, terza in classifica, si era attestata nel 2019 a 232.772 presenze contro le 349.187 del 2018; e Pesaro, prima, che dalle 776.171 presenze del 2018 è scesa a 611.102 nel 2019. Unico dato in controtendenza quello di Fermo, seconda: 420.468 presenze nel 2018, 420.819 nel 2019.

A destra Mauro Agostini con l’assessore Corradetti

Sottolinea il capogruppo della Lega, Mauro Agostini: “E’ evidente che la nostra amministrazione non rientri nei dati perché, a causa del Covid, nel 2020, così come nel 2021, non si sono potute mettere a regime le nuove politiche turistiche. Basti pensare al bonus vacanze utilizzato da un italiano su 10 per capire l’impatto devastante che ha avuto la pandemia sull’intero settore. Spiace, naturalmente, leggere che siamo fanalino di coda tra i capoluoghi di provincia. Per cui dobbiamo prendere spunto da questi dati per migliorare. Come? Usando, ad esempio, il traino della candidatura di Ascoli Capitale della cultura 2024 per promuovere eventi ed iniziative a getto continuo, tali da renderli quasi un moto perpetuo. E la mostra delle opere della famiglia Cavallini-Sgarbi a Palazzo dei Capitani, inaugurata oggi, può rappresentare l’inizio di questo nuovo corso”.

Ribatte, però, Emidio Nardini, capogruppo della lista civica di centrosinistra, Ascolto e Partecipazione: “Spero che gli ascolani inizino ad aprire gli occhi leggendo questi dati. Perché sono evidenti le responsabilità di chi governa la città, ininterrottamente, da 21 anni.

Emidio Nardini

O meglio malgoverna la città, visti i risultati. E pensare che abbiamo il centro storico più esteso d’Europa. Oltre a innumerevoli ricchezze storiche, paesaggistiche e culturali. Insomma, leggere presenze turistiche quattro volte più basse di quelle di Macerata, che oltre allo sferisterio non ha nulla in più di Ascoli, è sconfortante. E cozza fortemente con quello che il sindaco Fioravanti propala quotidianamente attraverso i media e dice in Consiglio comunale, come, ad esempio, l’accusa che l’opposizione vorrebbe tenere la città a terra, mentre grazie a lui Ascoli ha iniziato a volare alto. Lo stiamo vedendo quanto in alto! E per fortuna che i dati sono stati pubblicati dalla Regione a guida Fratelli d’Italia, altrimenti avrebbe accusato la Sinistra di remare contro”.

Elena Stipa con Matteo Salvini

Difende l’operato dell’amministrazione Fioravanti, Elena Stipa, presidente della commissione Turismo e consigliere della lista civica di centrodestra Cittadini in Comune:

 

“La nostra città purtroppo paga ancora lo scotto del terremoto e di difficoltà di collegamento che ora sono fortemente attenzionate dalla nostra amministrazione. Ci siamo insediati a metà 2019 e pochi mesi dopo abbiamo affrontato con grande forza oltre un anno di pandemia. Parlare di numeri ora è prematuro ma, nonostante le difficoltà oggettive causate dal Covid, soprattutto al settore del turismo, i diversi progetti posti in essere in questi mesi dalla nostra Amministrazione porteranno i loro frutti. Basti pensare alla candidatura di Ascoli come capitale italiana della cultura 2024 ed ai tanti importanti eventi che verranno realizzati: questi non solo arricchiranno la nostra città dal punto di vista culturale ma saranno anche attrattiva per turisti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo”.

Ma il capogruppo del M5S, Massimo Tamburri, rilancia con forza le critiche: “I dati sulle presenze? Niente di nuovo, la solita desolazione.

Massimo Tamburri

Anzi, una volta in più, se ce ne fosse bisogno, evidenziano le nostre ragioni nel sollevare dubbi sulle competenze interne a questa Amministrazione. Per non parlare, poi, delle tante chiacchiere quotidiane che il sindaco ci regala attraverso i media, regolarmente smentite dai fatti. Ma per tornare ai dati che avete pubblicato, vorrei ricordare al sindaco quella dichiarazione, più che avventata, la definirei davvero spassosa, che Ascoli, grazie alla sua amministrazione, era l’unico Comune italiano a disporre di un piano turistico. L’unico. Nemmeno Venezia, Firenze, Roma, Rimini. No! L’unico Comune, Ascoli. Che dire: complimenti per il suo piano turistico, sindaco! Ma vorrei chiudere con una constatazione amara: da un’amministrazione che per mesi, spero che ora lo abbiano rimosso da lì, ha utilizzato un locale di Palazzo Arengo come rimessa per il trenino, cosa ci si può aspettare, se non approssimazione e superficialità?! Mi verrebbe da dire: è come avere una Ferrari ed alimentarla a metano”.

E Francesco Ameli, capogruppo Pd, chiosa: “Ascoli da anni, purtroppo, soffre un basso numero di presenze turistiche a causa della scarsa disponibilità di posti letto.

Ameli
Francesco Ameli

Ma anche perché la città manca di capacità attrattiva. E quando un territorio è incapace di attrarre è anche incapace di creare impresa nel settore dell’ospitalità. Questo naturalmente dispiace, perché a rimetterci è l’intero sistema turistico ascolano, che necessiterebbe di un cambiamento radicale. Ad oggi la città è per i soli ascolani e non per il turista, che, magari, arrivi dall’estero. Gli esercizi commerciali, ad esempio, sono chiusi nei giorni festivi. Ma la cosa più importante, e qui ci vorrebbe una guida politica illuminata, è che si sta rischiando di creare una città del solo food, che metterebbe a rischio l’intero sistema cittadino”.

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