Ascoli, Silvestri: “Senza Quintana persa nostra identità”

Matteo Silvestri

Il caposestiere di Porta Tufilla: “Torniamo insieme a vivere le emozioni della nostra rievocazione”

di Luca Gabrielli

Seconda tappa tra i sestieri della Quintana di Ascoli Piceno. Dopo Porta Romana è la volta di Porta Tufilla e del suo caposestiere Matteo Silvestri, in carica dal 2 dicembre 2019.

Silvestri come avete vissuto questo delicato momento di lontananza? Siete riusciti a tenere “unita” la vostra comunità?

“È stato un periodo davvero difficile, abbiamo cercato nei momenti consentiti di creare delle piccole occasioni di incontro sempre nel rispetto delle disposizioni governative ma sicuramente è mancata la nostra normalità legata al periodo quintanaro denso di appuntamenti e occasioni di socialità”. 

Quanto è stata dura un’estate senza Quintana e gare degli sbandieratori?

“È stata una stagione veramente anomala soprattutto perché si aveva la sensazione di aver perso la nostra identità: senza la nostra rievocazione è mancato idealmente un pezzo della nostre tradizioni che da anni i nostri padri hanno portato avanti”.

 
Siete d’accordo con la proposta di svolgere almeno una rievocazione nell’estate 2021?

“È fondamentale ripartire per dare un segnale di speranza e di normalità alla nostra gente. Speriamo che la pandemia e la vaccinazione ce lo consentano”.

In questo momento di pausa siete stati fermi o avete continuato a progettare il futuro? 

“Anche se di fatto sembra tutto fermo, i sestieri lavorano 365 giorni l’anno. A maggior ragione in questo periodo bisogna programmare bene tutti ciò che c’è da fare per non farci trovare impreparati. Viviamo alla giornata ma con un occhio sempre al futuro prossimo. Di progetti ce ne sono molti, ma quello prioritario è sicuramente tornare a vivere tutti insieme le emozioni della nostra Quintana”.