Ascoli, obiettivo chiaro: quattro punti nelle prossime due gare

I tifosi dell'Ascoli

NELLA TELA DEL RAGNO – A Cittadella Carrera ha rinunciato ai cinque cambi, Streng continua a non convincere

di Francesco Regnicoli

L’Ascoli pareggia 0-0 contro il Cittadella allo stadio Tombolato con 350 tifosi al seguito che probabilmente speravano in una prestazione diversa, con un agonismo improntato alla ricerca dei 3 punti per dare uno scossone positivo alla classifica, che con il punto odierno si attesta a quota 33, a 2 punti da Bari e Spezia (sconfitte rispettivamente da Como e Parma) ed a 3 punti dalla Ternana (inaspettata vincitrice a Cremona al 96′) e dal Cosenza che ha pareggiato in casa contro il Palermo.

A tutt’oggi Lecco, Feralpisalo ed Ascoli retrocederebbero in Lega Pro, mentre Bari e Spezia disputerebbero i playout per stabilire la quarta squadra in C. Beninteso che a forza di pareggiare si va spediti meritatamente in Lega Pro, occorrerà che nelle prossime due gare (sabato 20 al Del Duca contro il Modena e sabato 27 allo stadio Liberati di Terni) nella classifica del Picchio arrivino almeno 4 punti in cascina, per toccare quota 37 e giocarsi le ultime 3 gare (in casa contro Cosenza e Pisa ed in trasferta a Palermo) con qualche speranza in ottica salvezza diretta o tramite play out.

Oggi abbiamo assistito ad un incontro dai ritmi bassi, caratterizzato da un caldo estivo che non ha certamente aiutato i 22 in campo a mantenere un agonismo esasperato. Fosse stato un match di pugilato, magari il Picchio avrebbe anche meritato i 3 punti, in considerazione della traversa colpita da Masini (unitamente a Mantovani il migliore in campo) al 26′ del primo tempo e del palo colpito da Vaisanen al 82′ (nella stessa azione c’è stato un mancato intervento del VAR Abisso per un tocco con la mano di un difensore granata). I primi 20 minuti sono stati di marca veneta, con due occasioni da rete dei veneti scaturite da amnesie difensive bianconere. Poi è stato l’Ascoli a creare qualche occasione con Falzerano e la traversa di Masini di cui sopra. Nella ripresa onestamente ci si aspettava un Ascoli proteso a giocarsi la gara in ottica 3 punti, anziché accontentarsi strada facendo del solito punto. Sotto accusa (non troppo velatamente…) l’operato del tecnico Carrera, che ha rinunciato ai 5 cambi (nonostante il caldo estivo avesse fiaccato le gambe di qualche bianconero) eseguendone solo 3,  tenendo in panchina D’Ufizi, l’unico calciatore in grado di creare superiorità numerica e brio sull’asfittico fronte offensivo. Praticamente gli ultimi 20 minuti hanno visto l’Ascoli giocare in 10, in considerazione dell’ingresso sul terreno di gioco di Streng, attualmente un pesce fuor d’acqua nel campionato di serie B. Inutile ora polemizzare contro mister e DS Giannitti (che a gennaio è riuscito ad indebolire la squadra che, al contrario, aveva bisogno di un innesto qualitativo a centrocampo e di un attaccante di categoria). Occorrerà provare a salvarsi con questa squadra, certamente mettendo in campo un agonismo improntato alla ricerca dei 3 punti. Tifoseria, dirigenza, tecnico e squadra dovranno  diventare un corpo unico, rinviando i processi alla conclusione del campionato.  Le buone notizie potrebbero arrivare dai rientri di Botteghin, Bellusci e Nestorovski (quest’ultimo oggi al rientro part time dopo un mese e mezzo). Avanti Picchio!

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