Ascoli-Ninkovic, perché non ricucire?

SERIE B – Il calciatore servirebbe come il pane in questo gruppo

La stagione calcistica di Nikola Ninkovic si è fermata in un pomeriggio di ottobre, in autostrada. Il serbo stava per tornare in Italia e ad Ascoli dopo non essersi presentato al raduno settembrino indetto dalla società. Poi lo schianto, la paura, la convalescenza ed ora una parziale guarigione. Ninkovic difficilmente potrà tornare in campo tanto presto, dovrà utilizzare un caschetto protettivo data la botta alla testa che ha rimediato. Non sarà facile, a prescindere da come andrà la storia con il club marchigiano.

L’Ascoli, dal canto suo, è pronto ad agire per vie legali. Questo può essere però considerato “normale” come situazione, nel senso che un minimo di forza sul contratto del giocatore il club è tenuto a possederla. Impossibile pensare di rivedere Ninkovic come se nulla fosse successo, con lo stipendio dei mesi passati in Serbia che da contratto dovrebbero essere concessi, ma non può essere così. La società di corso Vittorio Emanuele, dunque, pensa di impugnare le vie legali, con il serbo che via via si sta riprendendo nella sua abitazione.

Un peccato, tuttavia, per la questione sportiva. Ninkovic, legato ad un contratto con i bianconeri fino al prossimo 30 giungo, ha sicuramente litigato con qualcuno di importante all’interno della società e, forse per eccessivo orgoglio, giustizia o qualunque cosa sia, non è tornato. L’Ascoli ci ha provato con il patron Massimo Pulcinelli che più volte ha emesso messaggi di distensione quali: “Torna Nikola, che risolviamo tutto”, ma per ora invano. Certo è che, al momento, alla squadra di Delio Rossi un fantasista come Ninkovic servirebbe eccome. Un uomo, non nascondiamocelo, che in campo si sente e in questi anni l’Ascoli ha giocato in un modo con lui in campo ed in un modo diverso senza di lui.

Questa è una cosa sacrosanta. Che non rispetti i canoni del leader è vero fino ad un certo punto, ma sicuramente per la squadra fino all’anno scorso è stato un leader tecnico, ovvero l’uomo a cui dare il pallone, l’uomo che ti fa credere di poter essere un calciatore migliore, un uomo che in campo ti fa sorridere. E se ci si provasse per l’ultima volta? Un’ultima chiamata, un ultimo tentativo.

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