Ascoli, lo Spezia è in formissima ma con due critici punti deboli: ecco quali

Lo Spezia di Vincenzo Italiano

SERIE B – Gli uomini di Stellone pronti a sfruttare le occasioni: liguri bravi sulle fasce, ma le marcature ballerine sui calci piazzati e i falli da rigore sono il vero tallone d’Achille

Uno Spezia che vola sulle ali delle aquile. Con la vittoria in rimonta nel recupero contro la Cremonese, la squadra ligure ha declassato il Pordenone dal secondo posto dopo ben sette giornate, prendendosi il piazzamento numero due dietro all’inarrivabile Benevento. Sono ben 10 i punti nelle ultime 4 giornate, 11 risultati utili consecutivi (che è record raggiunto nella storia dello Spezia insieme a Mimmo Di Carlo nel 2016 e Guido Gianfardoni nel lontano 1937). A La Spezia sperano di scrivere la storia proprio sabato contro l’Ascoli, quando al Picco non solo si giocherà per i tre punti, ma anche per superare questo piccolo record interno.

Una Serie A che viene già sognata dai tifosi, una realtà in crescita quella dello Spezia a tal punto che i bookmakers hanno abbassato a quota 4,00 la promozione dirette in Serie A dei bianconeri liguri, staccando di qualche punto le varie Perugia, Frosinone e Crotone. Peraltro, è netta anche la discrepanza tra vittoria spezzina (1,90) contro l’Ascoli (4,50). Ma cerchiamo di conoscere meglio il tecnico Vincenzo Italiano e la sua squadra.

Nelle prime 7 giornate di campionato ben 5 sconfitte (tra cui quella per 3-0 al Del Duca), 1 pareggio ed una sola vittoria. Non era iniziato benissimo il viaggio di Italiano in Serie B, dopo che l’anno precedente aveva storicamente riportato il Trapani proprio in cadetteria. Dopo la sconfitta contro il Benevento nella settima giornata, nelle successive 16 gare una sola sconfitta, comunque rocambolesca in quel di Pisa con due gol presi nel finale, ed un ruolino di marcia quasi inarrestabile. Quando si parla di fiducia nel lavoro si può tranquillamente accostare il termine ad Italiano e alla dirigenza della squadra. Basti notare come da inizio campionato il tecnico di Kalsruhe non ha mai cambiato modulo: 4-3-3 e si lavora fino a che non arrivano i risultati. Certo, è cambiata da inizio stagione la fondamentale attenzione in fase di non possesso. La squadra si scopre di meno, il baricentro si è comunque abbassato da quando sono iniziati i risultati positivi, ma la densità che mette in campo lo Spezia è impressionante, forse la migliore della Serie B al pari del Pordenone. Nel mercato di riparazione pochi acquisti (De Col, Di Gaudio, Nzola e Vitale) ma di gran spessore. 

Il 4-3-3 di Italiano porta inevitabilmente ad uno sviluppo sulle fasce, Gyasi e Ragusa che cercano sempre la palla centrale (altezza dischetto ma non solo) per la conclusione della prima punta (Nzola, Galabinov o chi è in quel ruolo) ed anche l’inserimento della mezzala opposta e dell’esterno che vanno a riempire l’area di rigore. Su una manovra molto arzigogolata in termini di tempo, l’Ascoli potrà trovarsi sempre tanta gente in maglia bianca sulla trequarti. Le palle lunghe dal centrocampo alle punte arrivano con il contagocce, ma restano l’alternativa valida alle fasce che, comunque, sono le più sfruttate.

Contro la Cremonese i cambi di gioco hanno fatto da padrone, ma non è una costante. Del resto, Vincenzo Italiano ha sempre rimarcato come abbia preso un po’ di ogni allenatore che stato importante per la sua carriera: la passione di Beppe Iachini, la voglia di vincere di Serse Cosmi e l’acume tattico di Cesare Prandelli. Ora, l’Ascoli dove e come può colpire? Soprattutto nella distanza che può crearsi fra i reparti quando c’è euforia che, quasi paradossalmente, spesso spezza gli aquilotti in due in campo. Lo Spezia prende ultimamente due tipi di gol: calci piazzati, data l’attenzione in marcatura non perfetta (Brosco avvisato) e commettendo anche parecchi falli anche in area di rigore. In fase di sviluppo, costante è al presenza offensiva di Marchizza (terzino mancino) in fase offensiva, quindi una possibile idea potrebbe essere quella di sfruttare gli spazi che potranno crearsi sulla fascia destra d’attacco ascolana. Mister Stellone dovrà necessariamente trovare gli anticorpi ad una squadra in forma smagliante per giungere alla prima vittoria personale da tecnico dell’Ascoli. 

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