Ascoli, lo scontro Grillo-Conte scuote il M5S

Roberto Cataldi

Le reazioni dei rappresentati cittadini

Iscritti, osservatori politici, simpatizzanti, sono abituati alle guerre intestine al movimento. Dalla sua nascita, l’8 settembre del 2007 col V-Day di Bologna, ad oggi. Ma una guerra Grillo-Conte nessuno sarebbe mai riuscito ad ipotizzarla. Nemmeno il più pessimista degli analisti. E, invece, questo scontro duro, aspro, quasi “finale”, è in corso da giorni in casa pentastellata. Al punto che gran parte della stampa cartacea e televisiva ha iniziato a parlare di rischio annientamento politico per il M5S. Con l’ala dura schierata dalla parte del fondatore, Grillo, e quella più moderata con la guida ritenuta “naturale”, l’ex premier Conte. E il dibattito è in corso, ovunque, in Italia, e, naturalmente, anche ad Ascoli.

Commenta l’onorevole Roberto Cataldi: “Grillo e Conte rappresentano due parti del movimento unite dagli stessi valori, ma che divergono nella comunicazione. In Conte intravedo una persona a me molto vicina, magari perché è anche lui un giurista e quindi abituato, come me, a ragionare e mettere in pratica i progetti con un occhio ben saldo all’ordinamento giudiziario. Tra l’altro ha dimostrato di saper dialogare in modo convincente anche coi potenti della terra, e la vittoria sul Recovery fund ne è una dimostrazione eloquente. Un segnale che la sua moderazione non è sinonimo di sottomissione, ma di buone maniere. Perché poi all’atto pratico ha saputo mostrarsi fermo e deciso. La parte del M5S più vicina a Grillo, invece, è quella ancorata alle origini, che nel linguaggio può spaventare i moderati. Sapere, quindi, cosa potrà succedere è davvero molto difficile, se non impossibile. Per il bene del movimento, spero che il loro rapporto si ricomponga e che le distanze tra i due si assottiglino. L’Italia ha bisogno di una forza politica come il M5S”.

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Aggiunge il senatore Giorgio Fede: “Beppe Grillo e Giuseppe Conte sono due figure fondamentali per il movimento: fondatore visionario, insieme a Gianroberto Casaleggio, il primo, due volte presidente del Consiglio, il secondo. Per cui, da persone responsabili quali sono, spero vivamente che alla fine tornino a confrontarsi per trovare la quadra. Il Paese ha bisogno di una forza politica come il M5S, nata per essere vicina ai cittadini e slegata dai giochi di potere e dalle lobby. Proprio come abbiamo dimostrato nel periodo più buio e difficile che l’Italia abbia mai attraversato dalla seconda guerra mondiale ad oggi quando, in piena pandemia, con un virus sconosciuto a tutti, siamo stati il Paese guida nella lotta al covid e il più vicino al popolo. Sfido i vari Meloni, Salvini, a fare quello che Conte ha fatto durante la prima e la seconda ondata, prima di essere buttato giù da un gioco di palazzo. Questi due sarebbero riusciti, ad esempio, a confrontarsi con i potenti d’Europa e, senza strilli mediatici e annunci a raffica, portare a casa 209 miliardi di euro del Recovery fund? E, ribadisco, 209 miliardi di euro. Se Conte è ancora oggi amatissimo dalle persone perbene e dalla gente comune e odiato dai furbi e dai maneggioni è proprio per questo, per aver governato, in piena crisi, con atti concreti e di forte vicinanza alle categorie più fragili e bisognose della società. Senza chiacchiere salottiere e televisive, tanto care a certa politica”.

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Di diverso avviso, invece, Feliziano Ballatori, esponente dell’ala dura e pura del movimento, che, come guida futura, vedrebbe bene un soggetto terzo: “Intanto, l’idea di trasformare il movimento in partito, come vorrebbe Conte, magari in una sorta di nuova Democrazia Cristiana, non mi convince e la rigetto a priori. Soprattutto quando si parla di alleanza strutturale col Pd, politicamente il ‘diavolo’ per noi. Proprio al pari del centrodestra dei vari Berlusconi, Meloni, e Salvini, quest’ultimo diventato il più inaffidabile dopo il ‘tradimento’ del Papeete, quando fece cadere, incomprensibilmente, il Conte I. Ma anche Grillo non lo capisco più – sottolinea Ballatori -, dopo quel sì a Draghi per la formazione di un governo lontanissimo dai valori fondativi del movimento. Alla fine, all’insegna dell’antico detto: tra i due litiganti, il terzo gode, io alla guida del M5S vedrei bene Di Battista, l’unico rimasto davvero coerente“. Ballatori, poi, chiosa con un interrogativo: “Ma Conte come farà a fondare un partito? Con quale simbolo e con quali soldi? Chissà, magari insieme a quei parlamentari preoccupati solo di arrivare al terzo mandato. Alla fine, vedrete, che quello che uscirà fuori da tutta questa confusione non sarà altro che una copia sbiadita dell’Italia Viva di Renzi”.

Ma Massimo Tamburri, capogruppo comunale, avverte: “Se Grillo vuole vedere i suoi progetti visionari realizzati, deve affidarsi a Conte, uno dei migliori politici italiani del dopoguerra. Io lo paragonerei tranquillamente a De Gasperi. E quello che dico è supportato dai fatti: ditemi voi quanti politici, di quelli attuali e del passato, dopo tutti gli schiaffi che abbiamo preso in questi decenni dall’Europa, sarebbe riuscito a tanto: andare a Bruxelles e, nonostante la dura avversione di Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia, in sostanza mezza Europa, convincere Merkel e Macron ad optare per la politica della condivisione e della solidarietà. Ovvero, quella stessa politica adottata durante la prima e seconda ondata covid dal governo Conte II, con aiuti economici concentrati principalmente verso le fasce di popolazione più bisognose e in difficoltà. Politica che ci ha permesso di portare in Italia ben 209 miliardi di euro, di cui almeno 80 miliardi a fondo perduto. Vorrei anche far notare – conclude Tamburri – che con Conte non è solo gran parte del M5S, ma anche tanti italiani che, pur non riconoscendosi nella politica del movimento, vedono in lui una persona perbene, onesta, e capace. Sono in una chat numerosa e almeno il 90%, e mi tengo basso, dei partecipanti la pensa così”.

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Ma anche tra i cittadini, non proprio schierati col M5S, il dibattito è aperto. Eloquente il post pubblicato, sul suo profilo Facebook, da Graziano Celani, un ascolano, autodefinitosi “Giacobino, Situazionista, Comunista” che ha contribuito all’affissione, al parcheggio dello stadio Del Duca, del mega manifesto pro Conte, che tanto ha fatto discutere, sui social e in città, in questi giorni. Scrive Celani: “E con questo pago (insieme a qualche amica e qualche amico) il mio ‘tributo’ al Presidente Giuseppe Conte. Resterà affisso (il manifesto, ndr) per due settimane al piazzale dello Stadio ad Ascoli Piceno. Gli sono riconoscente per come ha guidato il Paese senza assoggettarsi a quei ‘poteri’ che lo hanno contrastato ferocemente e vigliaccamente. Sono convinto che solo grazie a lui (con i suoi uomini Borrelli e Arcuri) e alle sue scelte oggi possiamo dirci più sereni. Grazie Presidente. Ora che si appresta a guidare i 5 stelle gli faccio i miei auguri e lo attendo ancora, presto, in ruoli importanti, alla guida dell’Italia.Io continuo ad essere convintamente Giacobino, Situazionista, Comunista! Forza e Onore”.

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