Ascoli, il Covid e il piano Confcommercio per far rinascere il centro storico

Piazza Arringo ad Ascoli Piceno

L’associazione di categoria sottolinea la necessità che sul turismo venga fatto uno studio attento e approfondito. Importanti modifiche suggerite per viabilità e sosta. L’incognita post-pandemia

Uno sguardo al futuro, con un piede ben saldo nel presente. Soprattutto quando il presente è a tinte fosche, privo di spiragli ottimistici, e bisognevole di idee. E’ quanto traspare dal piano Confcommercio (stilato in collaborazione con Cna e l’associazione commercianti Wap) per rilanciare il centro storico di Ascoli Piceno. Un documento programmatico redatto in piena campagna elettorale per le Comunali del 2019, quando ancora la pandemia era materia cinematografica, ma la situazione storico-economica era già “caratterizzata da calo demografico, disoccupazione, disagio sociale crescente, e sofferenza imprenditoriale”, criticità che, da lì ad un paio d’anni, con la diffusione del virus, si sarebbero addirittura aggravate. Ma entriamo nel dettaglio del progetto ed esaminiamo, punto per punto, tutte le proposte, traslandole in quella che sarà l’Ascoli post-Covid.

 

VIABILITA’ NEL CENTRO STORICO
Ripristinare il doppio senso di circolazione in via Trento e Trieste con velocità moderata 30 km/h, come già avviene per i mezzi del trasporto pubblico. Riaprire via Bonaccorsi in orario pomeridiano, per permettere l’uscita da piazza Viola in direzione via Sacconi, corso Mazzini. Riaprire corso Mazzini al transito veicolare, con sosta solo per i residenti, dalla Fontana dei Cani al Carmine, direzione ovest-est.

 

SOSTA NEL CENTRO STORICO
Mantenere ed ampliare la sosta oraria gratuita di un’ora in via Trieste. Recuperare piazza Roma alla sosta degli autoveicoli per un’ora gratuita come in via Trieste. Prevedere nelle ore pomeridiane la sosta per un’ora gratuita in largo Crivelli e zona ex Carisap. Trasformare tutti i parcheggi in blu, con sosta mista per residenti e visitatori (più posti per i residenti e possibilità di riduzione della tariffa applicata dalla Saba, che ha più disponibilità di parcheggi). Realizzare un parcheggio pubblico in area palazzo Colucci ed ex distretto militare. Diminuire la tariffa di sosta per la prima ora.

 

Auto in sosta in centro ad Ascoli Piceno

ALTRI INTERVENTI
Mantenere il collegamento dei bus navetta verso il centro storico, prevedendo orari compatibili con l’arrivo/partenza dei treni/bus. Incentivare la mobilità in bici. Mantenere il mercato ambulante bisettimanale in piazza Arringo. Riordinare i mercati ambulanti giornalieri, recuperando vie tradizionali, ad esempio via Ceci, via D’Ancaria. Creare una app specifica, che in tempo reale informi sugli eventi, situazione parcheggi, viabilità, orari dei bus navetta, a vantaggio di turisti e consumatori. Potenziare la comunicazione tramite social ed implementare la cartellonistica viaria informativa. Attuare agevolazioni fiscali per tutte le piccole imprese operanti in centro e in tutta la città. Istituire la cedolare secca per le locazioni di immobili ad uso commerciale in centro ed in tutta la città. Avviare un nuovo censimento di botteghe e locali storici, ai sensi della legge regionale vigente.

 

TURISMO
Altro settore importante, seppur tutto da decifrare in epoca post covid, è il turismo. Anche se è la stessa Confcommercio a mettere in guardia gli operatori: “Se ieri il mega-trend urbano era caratterizzato da ‘meno commercio, ma più turismo’, domani con buona probabilità sarà ‘meno commercio e meno turismo’”, scrive l’associazione di categoria.

Vediamole, allora, queste proposte: Affidare un mandato ad esperti esterni all’amministrazione comunale per l’analisi approfondita delle caratteristiche socio-economiche del territorio e per la redazione di un piano quinquennale per il turismo: tale piano dovrà essere volto all’incremento delle affluenze turistiche e soprattutto della stanzialità, con la permanenza turistica sul territorio Piceno che dovrà puntare alla valorizzazione di percorsi storici, enogastronomici e ricreativi, che prevedano itinerari anche nei paesi montani e della vallata del Tronto.

Coinvolgimento dell’università in ambito del decoro urbano e della valorizzazione architettonica. Inserimento di Ascoli nei circuiti internazionali dei tour operator. Dotazione di fondi impegnati per il quinquennio. Promozione delle professionalità artigianali. Programmazione di eventi ricorrenti. Supervisione e monitoraggio sull’attuazione del piano, con valutazione dell’efficacia delle varie iniziative, ed attuazione di eventuali azioni correttive, delegata a consulenti esterni indipendenti.

Nell’ambito della programmazione degli eventi ricorrenti sia inserita l’organizzazione di fiere artigianali a livello nazionale e internazionale.

 

NEL CENTRO STORICO REGGONO SOLO BAR E RISTORANTI
Ma è un report sulla “Demografia d’impresa” 2012-2020 elaborato dall’Ufficio studi della Confcommercio per 120 comuni italiani, tra cui 110 capoluoghi di provincia, a lanciare l’allarme. E, nel contempo, riportare d’attualità il ruolo determinante delle amministrazioni comunali nella fase dell’elaborazione delle idee e della selezione dei progetti.

Costantino Brandozzi

Avverte Costantino Brandozzi, direttore provinciale Confcommercio: “A livello nazionale gli effetti della pandemia saranno devastanti. Le stime sulle imprese nei centri storici prevedono un calo del 25% nel settore alloggio e ristorazione, cioè un’impresa su quattro potrà cessare l’attività; del 17% nel commercio al dettaglio con una punta del 20% per i negozi di vestiario e calzature. Speriamo solo che queste proiezioni siano venate di eccessivo pessimismo”.

Che il comparto del turismo (alberghi, bar, ristoranti), sia, infatti, l’unico a vantare un segno più davanti è un dato di fatto, che il report evidenzia con chiarezza. Là dove leggiamo che il commercio al dettaglio in sede fissa fa registrare, in otto anni (2012-2020), un calo di attività del 14,6% e quello ambulante del 18,7%, contro una crescita del 12,3% di alberghi, bar, ristoranti: i settori, appunto, più colpiti dal covid e, dunque, come denunciato dallo stesso dirigente Confcommercio, dal domani incertissimo.

Il presidente Ugo Spalvieri

Per un dato nazionale che allarma, un dato cittadino che preoccupa. E non poco. Come si evince dalle parole del presidente della Confcommercio Picena, Ugo Spalvieri: “Ad Ascoli, in otto anni abbiamo perso 80 imprese commerciali e solo due nel settore turistico, includendo in esso la ristorazione e la ricettività, a comprova di come quest’ultimo settore abbia rappresentato una ciambella di salvataggio per l’economia locale, garantendo risorse a lavoratori ed imprese”. E, infatti, mentre il commercio al dettaglio segna meno sia nel centro storico (175 imprese attive nel 2012 contro le 135 del 2020), che nel resto della città (413 imprese attive nel 2012 contro le 375 del 2020), alberghi, bar e ristoranti tengono botta sia nel centro storico (103 attività attive nel 2012: 4 gli alberghi, 97 nel 2020: 5 gli alberghi), che nel resto della città (195 nel 2012: 15 alberghi, 199 nel 2020: 19 alberghi).

I dati relativi ad Ascoli Piceno

Questo, naturalmente, prima dello tsunami Covid, ma comunque, in una situazione già fortemente compromessa da decenni di crisi, tra chiusure di stabilimenti, fallimenti di negozi, e disoccupazione da profondo sud (10,2%). “E’ evidente, quindi, che le difficoltà che si prospettano – chiosa Spalvieri – possono essere mitigate solo con interventi incisivi da parte del Governo e mirati a sostenere economicamente le imprese esistenti ed i lavoratori occupati”.

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