Ascoli, Ferrovia Salaria: i dubbi sulla possibilità di finanziamento

La stazione ferroviaria di Ascoli

Il nodo dei fondi disponibili e dei tempi per la realizzazione degli interventi. Il Recovery fund pone scadenze non sostenibili per il grande sogno piceno che dura ormai da 180 anni

Della Ferrovia “Salaria” o dei “Due Mari” si è parlato tanto in questi ultimi due mesi. Forse troppo, rispetto alle reali possibilità di realizzazione. Sono intervenuti a sostegno tutti, dal sindaco Fioravanti, fautore del rilancio del progetto (datato 1841 e mai concretizzatosi), alle associazioni di categoria, ai movimenti spontanei, fino alle forze politiche di maggioranza e opposizione.

Il percorso della Ferrovia Salaria

Dibattiti, comunicati stampa, interventi sui media, dichiarazioni in Consiglio comunale. Per settimane e settimane si è assistito ad un rimbalzo di commenti ed annunci. Ma di concreto nulla. Come è naturale che sia, per un’opera che, tra la tratta Ascoli-Antrodoco e Passo Corese-Rieti, necessita di una spesa complessiva superiore al miliardo di euro, e, soprattutto, di un progetto già definito e finanziato, o, almeno, inserito in un programma di fondi da ottenere, come, ad esempio, quelli del Recovery fund, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

E, invece, di tutto questo non c’è nulla. Non c’è nemmeno uno studio di fattibilità su costi e benefici. Niente di niente. Solo un interesse estemporaneo, dettato magari dalla situazione politico-amministrativa del momento. Un po’ come accaduto in passato, dal 1841 ad oggi, da quando cioè l’architetto sambenedettese Marini realizzò il primo progetto (180 anni fa), alle riscoperte momentanee in epoche successive: dall’Unità d’Italia, quando la troppa concorrenza abruzzese e umbra ne bloccò sul nascere la rincorsa, al Fascismo, periodo contrassegnato da poche risorse finanziarie, fino ai giorni nostri, al nuovo millennio, col tentativo, subito abortito, nei primi anni 2000, del governo dell’epoca (il Berlusconi II), che, rispetto ad un costo stimato dell’opera di 792 milioni di euro (per il solo tratto Rieti-Passo Corese, di cui, però, almeno, esiste il progetto), stanziò appena 5 milioni.

MINISTRO GIOVANNINI: “I FONDI DEL RECOVERY PLAN DEVONO ESSERE IMPEGNATI ENTRO IL 2026”
Ma arriviamo ad oggi. Ed al nuovo ed ennesimo tentativo di riportare in auge questo sogno ferroviario.

Il ministro Enrico Giovannini

Fermo restando che non c’è un euro destinato alla Ferrovia Salaria, esaminiamo, tra lettura degli atti, interventi di autorevoli politici marchigiani e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enrico Giovannini, lo stato dell’arte.

La cassaforte dalla quale dovrebbe uscire la montagna di denaro necessaria per realizzare l’opera, e sulla quale punta il manifesto pro-Ferrovia del sindaco Fioravanti, è quella del Pnrr. Ovvero, i 209 miliardi di euro portati a casa dal precedente governo Conte. Ebbene, il ministro Giovannini in due interviste rilasciate a “Il Messaggero” di Roma e a “Il Mattino” di Napoli, il 7 marzo scorso, poco più di due mesi, disse: “I fondi per infrastrutture e mobilità sostenibile valgono complessivamente 48 miliardi, trasversalmente alle varie missioni. Ma c`è un punto che secondo me finora non è stato del tutto compreso: i fondi del Recovery Plan devono essere impegnati e usati entro il 2026. Questo è un punto importante soprattutto per le infrastrutture”.

Tradotto: tutti quei progetti ancora in fase embrionale e non cantierabili saranno esclusi. All’ultimo Consiglio comunale qualcuno dell’Amministrazione ha ipotizzato che potrebbe esserci una proroga e quindi un allungamento dei tempi di scadenza. Ma è evidente che, se proroga ci sarà interesserà quelle opere già finanziate e cantierabili. Non di certo la Ferrovia dei Due mari, di cui non esiste neppure un progetto, ma solo una presa d’atto da parte della Commissione parlamentare Infrastrutture-Trasporti della richiesta, insieme ad altre centinaia di solleciti provenienti da tutta Italia, di un semplice studio di fattibilità costi-benefici. Un po’ poco per puntare ad una proroga.
MARCHETTI (COMMISSARIO LEGA MARCHE): “POTENZIAMENTO DELLA FANO-GROSSETO E DELL’ORTE-FALCONARA SEGNALE IMPORTANTE”
Ecco un altro punto dolente. Ovvero quei progetti, due in particolare, provenienti dal nord delle Marche, mirati a potenziare il tratto ferroviario Orte-Falconara e quello autostradale Fano-Grosseto.

Riccardo Augusto Marchetti

Ha dichiarato ai giornali locali, il 14 marzo scorso, il Commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti: “La E78 Grosseto-Fano è uno dei collegamenti trasversali più importanti tra i corridoi longitudinali tirrenico e adriatico, non solo per il turismo, ma anche per l’economia e da anni si parla anche della necessità di potenziare la tratta ferroviaria Orte-Falconara, utilizzata quotidianamente da pendolari che si spostano per lavoro, oltre che da turisti. Ebbene, l’ok della Commissione Lavori Pubblici al finanziamento di queste due opere rappresenta un primo segnale importante, il cambio di passo del quale abbiamo parlato nelle ultime settimane sta diventando sempre più concreto”. Una dimostrazione eloquente di come i vertici della politica al governo delle Marche puntino più a potenziare l’asse viario settentrionale, che quello meridionale della regione.

FERROVIA SALARIA FUORI DAL PNRR: “AL CENTRO SARANNO POTENZIATE LE LINEE FERROVIARIE ROMA-PESCARA E ORTE-FALCONARA”
Ma a mettere la pietra tombale su questo sogno ferroviario tutto ascolano è proprio il Piano di ripresa e resilienza, la cassaforte dalla quale, secondo il sindaco Fioravanti, dovrebbero uscire i soldi necessari per la realizzazione della Ferrovia Salaria.

 

Là dove, al capitolo “Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, da pagina 159 a pagina 161, si legge: “Sono previsti interventi di velocizzazione delle principali linee passeggeri e di incremento della capacità dei trasporti ferroviari per le merci lungo gli assi prioritari del Paese Nord-Sud ed Est-Ovest. Nel Centro del Paese si rafforzeranno due assi Est-Ovest, Roma-Pescara, con un risparmio di tempo di 80 minuti sull’intero tratto, e Orte-Falconara, con una riduzione dei tempi di percorrenza di 15 minuti sulla Roma-Ancona e di 10 minuti sulla Roma-Perugia, e verrà potenziata e velocizzata la linea Adriatica da Nord a Sud”.

Circa le linee regionali ferroviarie del Centro Italia si fa riferimento solo all’adeguamento della Sansepolcro-Terni. Manco un cenno alla Ferrovia dei Due Mari o Salaria.

C’E’ ANCHE UN PROTOCOLLO D’INTESA PER SVILUPPARE L’ASSE FERROVIARIO ADRIATICO
In conclusione non si può non ricordare che, per sviluppare il Corridoio adriatico, incrementare la potenzialità dell’asse ferroviario adriatico nord-sud e ridurne i tempi di percorrenza attraverso progetti di alta velocità, il 24 ottobre 2020, i quattro governatori delle Marche, Francesco Acquaroli, dell’Abruzzo, Marco Marsilio, del Molise, Donato Toma, e della Puglia, Michele Emiliano, hanno siglato un protocollo d’intesa ad hoc. Protocollo al quale, ultimamente, anche l’Emilia Romagna ha lasciato intendere di voler aderire. E che punta l’indice dell’interesse sulla fascia costiera e purtroppo non su quella montana.

La pagina 159 del PNRR

 

La pagina 160 del PNRR

 

La pagina 161 del PNRR

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