Ascoli-Empoli, l’analisi: bianconeri col vento in poppa grazie al genio di Dionigi

Davide Dionigi, allenatore Ascoli

SERIE B – Il tecnico indovina tutte le scelte tattiche per fermare e battere i toscani

E Dionigi disse: “Sono contento, con due o tre situazioni li abbiamo sorpresi”. La conferenza stampa del tecnico ascolano è stata molto indicativa per capire lo stato d’animo suo e della squadra dopo la terza vittoria consecutiva, e quarto risultato utile di fila, dei ranghi ascolani. Proviamo quindi ad analizzare quali siano queste due o tre situazioni che hanno ingarbugliato la squadra toscana portando l’Ascoli alla vittoria.

Eramo in marcatura su Ricci

ERAMO SURPRISE – Sicuramente la mossa che risalta di più agli occhi è quella di Eramo trequartista. Vedendo le formazioni, la lista poteva far pensare a un bel più delineato 3-5-2, ma la sorpresa è stato vedere l’ex Entella come trequartista. La mossa, al di là del gol, ha dato i suoi frutti. Innanzitutto magari si poteva pensare ad un Brlek o Cavion più alti, invece è toccato al ventisette. Praticamente francobollato a Ricci, ha giocato la partita in funzione del metodista avversario, tanto da prenderlo sia altissimo che bassissimo, nel raro momento in cui Marino ha provato a giocare con il play alto, alzando il baricentro della squadra con Ricci al di la della metà campo, esperimento non riuscito. Il gol è una prelibatezza, ma gara di attenzione di Eramo è stata molto interessante. L’idea di bloccare la fonte di gioco dell’avversario con un mediano spostato avanti e non più con una delle due punte è una piacevole intuizione non solo per questo specifico match vinto.

IL PRESSING – Dionigi, in conferenza post gara, ha ammesso anche che la partita doveva essere attenta soprattutto in fase di non possesso. E la squadra ha risposto in maniera certosina. Il pressing non sarà stato offensivo e tambureggiante, ma ben pensato.

Scamacca e Ninkovic non attaccano i centrali ma guardano i terzini

Nella costruzione avversaria, quando Eramo si appiccica a Ricci, Ninkovic e Scamacca non vanno a pressare i centrali di difesa avversari, bensì si posizionano nel limbo aspettando un possibile passaggio sui terzini ed è lì che si fiondano in uscita forte. Questa idea ha bloccato lo sviluppo su Balkovec (che all’andata aveva fatto letteralmente dannare i bianconeri) e su Gazzola. Con Ricci bloccato, la palla lunga dei centrali a cercare le punte è stata spesso inevitabile. E lì Moreo si è visto davvero male a duellare in modalità aereo con i vari Ranieri, Valentini e Gravillon. In più, quando questo gioco non funzionava e la palla arrivava dalle parti dei terzini toscani, ormai oltre il centrocampo, l’idea è stata di far uscire su di loro le due mezzale di riferimento (Cavion e Brlek) lasciando la possibilità a Padoin e Sernicola di rimanere anche molto bassi sugli esterni offensivi Tutino e Bajrami. Il rischio era lasciare parzialmente da soli le mezzali avversarie, ma la difesa a tre ha aiutato a contenere gli inserimenti.

SINFONIA SINISTRA – Il cuore del gioco ascolano, infine, sta sulla sinistra. Nella partita contro l’Empoli forse si è capito definitivamente perché Brlek sia un giocatore che tanto piace a Dionigi e che sta saltando davvero pochissimi minuti trovando sempre la titolarità. La catena Sernicola-Ninkovic funziona, basti guardare il gol di Eramo nato e cresciuto sulla fascia mancina da quell’asse. Nel trio si deve però aggiungere la mezzala che aiuta a triangolare, appunto Brlek. Uomo che deve dettare i tempi del passaggio di a Ninkovic o dell’inserimento di Sernicola, molto spesso portando via con il movimento specifico la mezzala che aiuta a marcare i due a sinistra. In questo fondamentale l’ex Genoa si sta comportando davvero perfettamente. Quando si sfonda su una fascia il merito è anche dell’uomo che meno si vede nell’azione. L’Ascoli ha inscenato una degnissima partita contro un avversario difficile, ma con questi accorgimenti tattici lo ha imbrigliato sin dall’inizio del match. Di contro, c’è da dire che l’Empoli e Marino poco hanno fatto a livello di sorprese e cambiamenti per stravolgere l’inerzia della gara, se non provare dei tiri da fuori e alcune sporadiche palle al centro sempre mangiate dalla difesa bianconera.


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