Ascoli e le aree di gioco: va migliorata la zona sinistra

Kragl in azione (Foto Ascoli Calcio)

SERIE B – Picchio attaccato sempre dall’out mancina, l’analisi

Ascoli e la rincorsa salvezza. La strada per l’eventuale raggiungimento dell’obiettivo stagionale si fa sempre più accesa e arcigna. Nel percorso della squadra di Sottil vanno evidenziate anche diverse situazioni che possono portare al miglioramento per le ultime partite.

Una situazione da analizzare è la questione legata alle aree di gioco, porzioni di campo suddivise per intensità di movimenti nel suo interno. Per comodità analizziamo le ultime quattro partite dei bianconeri anche se lo studio porta il trend a gran parte del percorso di Sottil da allenatore, ma anche prima di lui. La zona mancina della difesa è la parte dove l’Ascoli viene più attaccata. Nel grafico sotto è possibile notare come la zona più arancione indichi la parte dove si è “corso di più” durante la partita. Contro la Cremonese, squadra che secondo i numeri ha dominato di più i bianconeri in campo, ha passato quasi metà partita nella zona sinistra bianconera. Il colore arancione così intenso indica che anche l’Ascoli, volente o nolente, spesso si è chiuso in quella zona difensiva. Discorsi simili, anche se meno intensi, contro Cosenza, Vicenza e Monza.

Grafico-zone-ascoli

intensita

Una catena, quella mancina, che fa parte delle maggiori attenzioni del tecnico Sottil. Durante l’ultima gara contro il Monza, per esempio, l’allenatore bianconero è stato immortalato dalle telecamere di Dazn (piccolo estratto sotto) mentre parlava con Kragl di tutta la zona: Bidaoui in attacco, Caligara a centrocampo e lui dietro. Il terzetto che compone la cosiddetta catena, dunque, è stato più volte richiamato ad una maggiore attenzione. Gli avversari studiano questa situazione e molto spesso decidono, chi naturalmente e chi variando la sua idea (vedersi Cosenza), di attaccare l’Ascoli proprio sulla sinistra. A riprova di ciò, i cambi effettuati da Sottil nelle varie partite interessano quasi sempre prima quella zona: Cangiano per Bidaoui primo cambio contro la Cremonese, D’Orazio per Kragl ed Eramo per Caligara contro il Cosenza ed ancora D’Orazio per Kragl contro il Monza.

Come si può lavorare dunque su questa situazione? Innanzitutto rassegnandosi. Si perché nel calcio gli avversari da qualche parte devono pur attaccarti, non è possibile pensare di coprire ogni zona del campo, sarebbe utopistico. La scelta – a volte si può dire anche così – di farsi attaccare in una determinata zona è lecita ma in questo caso se la zona in cui si viene attaccati coincide con quella in cui si fa naturalmente più fatica bisogna metterci mano.

Kragl, utilizzato nel ruolo di terzino, anche se l’impegno è sempre stato in crescendo, potrebbe essere un fattore per cui l’Ascoli può far fatica, unita al fatto che Saric ha avuto molta più continuità con Pucino sulla fascia opposta rispetto al ruolo di mezzala sinistra che spesso ha visto protagonisti diversi quest’anno. Le scelte per rimediate possono essere quelle di abbassarsi ancora oppure di creare scivolamenti verso quella zona per recuperare palla in altro modo. A questo penserà Sottil che dovrà lavorare anche su questi dettagli per le ultime partite di campionato.

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