Ascoli: da Destra sì all’ospedale a San Benedetto, ma con un importante distinguo

L'ospedale Mazzoni di Ascoli

Se i politici plaudono alla scelta della Riviera, i medici manifestano numerose riserve. Il no e le preoccupazioni, con toni diversi, di Nardini  e Tacchini

Che l’ospedale nuovo da costruire a San Benedetto del Tronto sia ormai una cosa certa, lo si evince non tanto dall’esultanza, anche comprensibile, di associazioni rivierasche pro Madonna del Soccorso e dai loro attacchi all’opposizione di Sinistra ascolana, fortemente contraria, quanto dalle reazioni della politica ascolana di centrodestra: ferocemente contraria all’ospedale unico di Vallata – progettato dall’allora giunta Ceriscioli, a guida Pd, al punto da organizzare raccolte di firme, proteste con cartelli e manifesti davanti al Mazzoni, cortei in difesa del nosocomio ascolano (ma eravamo in campagna elettorale per le Comunali del 2019) – quanto stranamente silenziosa su questo nuovo ospedale voluto dalla giunta Acquaroli, a guida Fratelli d’Italia, da realizzare, sembra, in località Monteprandone, a fine vallata del Tronto (ma si vocifera anche di un’area prossima al casello autostradale di Grottammare).
Pochi a parlare dalle file del centrodestra, e tutti favorevoli al progetto regionale. O quasi: perché c’è anche un distinguo, quello del presidente della commissione Sanità e Qualità della vita, il consigliere della lista civica di maggioranza “Cittadini in Comune”, Mario Tacchini, che, alle parole “politiche”, preferisce anteporre concetti tecnici, dall’alto della sua professione di medico di medicina generale con specializzazione in igiene e medicina preventiva nella branca della tecnica ospedaliera.
FILIAGGI: “L’OSPEDALE IN RIVIERA DISTA SOLO 5 MINUTI DA QUELLO CHE VOLEVA IL PD”
Sottolinea il consigliere Alessandro Filiaggi, della lista civica di maggioranza “Insieme a Fioravanti per Ascoli”: “La costruzione di un nuovo ospedale a San Benedetto non la vedo sbagliata, tra l’altro a fondo valle del Tronto, in zona Monteprandone, ed a soli cinque minuti di auto da Pagliare, lungo l’Ascoli mare, luogo dove il Pd avrebbe voluto realizzarci l’ospedale unico. Invece – precisa Filiaggi – considero sbagliato il concetto di ospedale unico, perché preferisco un primo livello strutturato su due plessi, uno a San Benedetto, il Madonna del Soccorso, ex novo o riqualificato sull’esistente la cosa non cambia, l’altro ad Ascoli, il Mazzoni, magari potenziato con funzioni d’eccellenza.
Alessandro Filiaggi
Insomma – conclude il consigliere di maggioranza – se la costruzione di questo nuovo ospedale porta il Piceno ad avere due strutture efficienti, una in Riviera, l’altra nel Capoluogo, non potrò che esprimermi a favore”.
TAMBURRI: “IMPENSABILE PENSARE CHE IL MADONNA DEL SOCCORSO DEBBA RESTARE LI’ DOV’E’ ORA”
Dello stesso avviso Massimo Tamburri, capogruppo del M5S: “Sono a favore della realizzazione di un ospedale nuovo a San Benedetto, purché, nel contempo, venga potenziato il nostro Mazzoni.
Massimo Tamburri
Questo – commenta il pentastellato – per avere alla fine due strutture efficienti e di alto livello, uno di costa e l’altro dell’entroterra, nell’ottica di una medicina diffusa sul territorio con tanto di servizi sia di telemedicina che assistenziali direttamente nelle case delle persone. Non è pensabile, infatti – conclude Tamburri – che il Madonna del Soccorso possa restare ancora lì dov’è, lungo l’Adriatica”.
CELANI: “MA SI RIQUALIFICHI IL MAZZONI, BASTEREBBERO 20 MILIONI”
Favorevole anche Piero Celani, consigliere di Forza Italia: “Quello del nuovo ospedale a San Benedetto lo considero un punto a favore della sanità Picena, perché non avrei mai speso tanti soldi per ristrutturare un immobile vecchio e superato, anche logisticamente (il riferimento è alla posizione, lungo la statale Adriatica, ndr) come l’attuale Madonna del Soccorso.
Piero Celani con Antonio Tajani
Ma più del nuovo plesso – continua Celani -, quello che mi preme maggiormente sapere è su cosa verterà il nuovo piano sanitario e quali eccellenze arriveranno al Mazzoni e al Madonna del Soccorso, come ad esempio cardiochirurgia, neurochirurgia, interventistica d’urgenza. Perché con un nuovo ospedale in Riviera e con un intervento di riqualificazione del Mazzoni, basterebbero 20milioni di euro, potremmo dirci pronti ad ospitare le grandi specializzazioni. Se poi la Regione creerà anche l’azienda sanitaria Marche sud – conclude l’esponente forzista -, a quel punto potremmo essere in grado di attrarre anche pazienti dal vicino Abruzzo, e non solo”.
CASTELLI: “NEL SUD DELLA MARCHE MASSIMA CONCENTRAZIONE DI SANITA’ OSPEDALIERA PRIVATA”
E quasi a fungere da risposta a Celani ecco l’intervento dell’assessore regionale al Bilancio, Guido Castelli: “L’area vasta 5 – scrive l’assessore regionale ascolano sul suo profilo Facebook – soffre di una penalizzazione molto grave nel contesto regionale.
L’assessore regionale Guido Castelli
Per almeno tre motivi. 1) Nella nostra area vasta si curano moltissimi pazienti abruzzesi ma l’Asur non riconosce ai reparti interessati il rimborso di queste prestazioni; 2) la nostra area area vasta è la più distante in senso geografico dall’ospedale regionale di terzo livello (e per le patologie tempo dipendenti non è cosa irrilevante); 3) nel Sud delle Marche si registra la maggior concentrazione di sanità ospedaliera privata; realtà che assorbe una quota rilevante del budget assegnato all’Av 5. Partendo da queste premesse – aggiunge Castelli -, si deve sviluppare un modello che, tra Ascoli e San Benedetto, si articoli in un sistema di reti cliniche distribuite razionalmente sui due stabilimenti. Il tutto mettendo il paziente al centro di questo modello e stimolando la classe medica a cooperare nell’interesse supremo del malato. Tutto ciò è possibile e neppure troppo difficile – conclude l’assessore regionale -. Ci stiamo lavorando. Senza fretta ma senza sosta”.
Ma dopo i “Sì” al progetto Acquaroli, ecco arrivare anche i “No”. Da due consiglieri di orientamento politico opposto, ma di carriera professionale identica: quella di medico.
NARDINI: “SE ANDRA’ AVANTI COSI’ QUESTA DESTRA CI TOGLIERA’ PURE IL RUOLO DI CAPOLUOGO DI PROVINCIA”
Attacca il cardiologo Emidio Nardini, capogruppo della lista civica d’opposizione “Ascolto e partecipazione”: “Siamo davanti ad una delle più classiche operazioni elettorali tipiche della Destra: in autunno si vota a San Benedetto per eleggere il sindaco?
Emidio Nardini
Bene allora ti prometto l’ospedale nuovo. Un po’ come accadde ad Ascoli nel 2019. Anche in quel periodo era in atto la campagna elettorale per le Comunali e la Destra ascolana cosa fece? – racconta Nardini – Prese spunto dal progetto Ceriscioli di costruire l’ospedale di Vallata per impostare tutta la propria campagna elettorale in difesa del Mazzoni. Insomma, siamo alla solita ‘ammuina’, come direbbero a Napoli per acchiappare voti. Una cosa è certa: se davvero sarà costruito il nuovo ospedale a San Benedetto, per il Mazzoni non ci sarà più futuro. E’ evidente, infatti – prosegue il capogruppo A&P – che reparti d’eccellenza, che necessitano di macchinari ad alta tecnologia e spesso invasivi, finiranno nella nuova struttura, già pronta per la loro installazione, piuttosto che nella vecchia da riqualificare. E così, dopo l’università che fa registrare meno iscritti della sede di San Benedetto, dopo un numero di presenze turistiche insignificanti, dopo il superamento, per numero di abitanti, di San Benedetto, ecco anche il ridimensionamento dell’ospedale: a questo punto che dobbiamo aspettarci da questa Destra di governo, che ci tolgano pure il ruolo di capoluogo di provincia. Del resto – chiosa Nardini -, la politica amministrativa di questa Destra, noi ad Ascoli la conosciamo molto bene: annunci sui giornali e inaugurazioni di gelaterie. Ecco io la chiamerei la politica delle gelaterie”.
TACCHINI: “SONO CONTRARIO ALL’OSPEDALE NUOVO IN RIVIERA. SI FACCIA PRIMA UNO STUDIO COSTI-BENEFICI”
Sottolinea il medico Mario Tacchini, presidente della commissione comunale Sanità e Qualità della vita e consigliere della lista civica di maggioranza “Cittadini in Comune”:
Mario Tacchini
Non sono favorevole alla costruzione di un ospedale nuovo a San Benedetto. Piuttosto io riqualificherei e potenzierei l’attuale struttura. Certo se poi da uno studio costi benefici dovesse emergere un risparmio di spesa nella costruzione ex novo allora si proceda pure. Ma prima si faccia uno studio di fattibilità – sottolinea Tacchini -. Del resto l’assessore Saltamartini ha detto che ancora non sono state prese decisioni definitive, ma che stanno facendo un’attenta valutazione del tutto, attraverso consultazioni nei territori. Per questo dico che l’assemblea dei sindaci è importante e andrebbe ascoltata. Una cosa è certa – continua il presidente della commissione Sanità e Qualità della vita – la riqualificazione della rete ospedaliera marchigiana passa attraverso il decreto governativo numero 70 del 2015 che impone criteri vincolanti sulla programmazione ospedaliera e indica alle Regioni un parametro da rispettare sui posti letto. Ma quello che mi preme di più precisare, da medico anche se in pensione – conclude Tacchini – è che Saltamartini mi ha assicurato che il nuovo piano sanitario della Regione Marche avrà un occhio attento sulla medicina di base, e col Covid ci siamo accorti drammaticamente quanto ci sia mancata questa rete medico-sanitaria territoriale, e sulla medicina preventiva che con piccoli investimenti è capace di garantire, nel tempo, risultati eccellenti”.

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