Arretramento Ferrovia Adriatica, lo sfogo di Vecchietti (M5S)

“Consiglio Comunale del capoluogo di regione o assemblea della cooperativa “La sini-stretta”?

Nella seduta del consiglio comunale del giorno 21 febbraio 2022 il Movimento 5 Stelle – fa sapere con una nota Andrea Vecchietti – ha illustrato la sua mozione sull’Arretramento della Ferrovia Adriatica, con cui si chiedeva che il Comune di Ancona perorasse presso il Governo il progetto di arretramento della ferrovia adriatica.

Un progetto, si ricorda, già sostenuto dai sindaci di Pesaro, Senigallia e Falconara, dall’Anci Marche , visto l’interesse mostrato dalle Regioni Marche e Abruzzo, nonché dall’Ordine degli Ingegneri, visto il progetto a suo tempo commissionato dalla Provincia di Ancona.
Il motivo di tale ampio consenso è che il progetto prevede la realizzazione di un’opera unica nel suo genere, tale da rivoluzionare in senso positivo l’intera Regione. Essa consentirebbe ai nostri territori un enorme salto di qualità dal punto di vista turistico, ambientale e di qualità della vita, grazie alla eliminazione di treni rumorosi, inquinanti e pericolosi dalle città della costa. Sulla vecchia sede ferroviaria si potrebbe poi creare una metropolitana di superficie da Pesaro a San Benedetto per pendolari e turisti, che con mezzi elettrici potrebbero attraversare a bassa velocità tutte le cittadine costiere, magari affiancata da una pista ciclabile e da un viale alberato. Perché la transizione ecologica va calata nei fatti, non solo sbandierata. E perché alle infrastrutture marchigiane sono stati destinati 5 miliardi di euro che vanno spesi bene.

Andrea Vecchietti

Inoltre lo spostamento della linea ferroviaria nell’entroterra favorirebbe le aree produttive appenniniche e sub appenniniche e Urbino, Jesi, Fabriano, Macerata, Ascoli Piceno, solo per citarne alcune, potrebbero così avere collegamenti ferroviari più efficienti.
Ovviamente la mozione è stata bocciata, con argomentazioni vaghe e pretestuose, totalmente prive di dati concreti, ma che rivelano la triste mancanza di visione di questa amministrazione e di questa maggioranza, dedita alla navigazione a vista, supina alle richieste di qualche portatore di interesse , costantemente a caccia di consenso spicciolo, ma incurante del reale benessere presente e futuro dei cittadini.
Per l’assessore Simonella la dorsale ferroviaria adriatica non ha bisogno di una linea ad alta velocità come quella della dorsale tirrenica (che “collega grandi città come Napoli, Bologna e Milano” – sic – ) bensì di una ad alta capacità così da portare convogli merci lunghissimi, rumorosi ed inquinanti fino al Brennero.

E ci sono comunque ben altre priorità, come quella grandiosa opera che sarebbe il Lungomare Nord con l’eliminazione della curva causata dalla frana, realizzata tramite riempimento con le sabbie inquinate dragate da tutti i porti delle Marche e dell’Abruzzo e con i calcinacci del terremoto, in un angolo della costa dove le correnti trasportano e depositano la spazzatura del mare.
A fronte di questi appassionanti argomenti si capisce che la riprogettazione di una delle principali infrastrutture delle Marche non sembri invece tema degno di quella sorta di riunione condominiale che è diventato il nostro Consiglio Comunale, ove si discute ormai solo di deiezioni canine, sostituzione delle lampadine fuse e pulizia dell’androne.

Secondo l’assessore Simonella l’arretramento porterebbe allo “sventramento di tutte le colline marchigiane”, osservazione che si commenta da sé e che fa coppia con la dichiarazione della presidente della Commissione Lavori Pubblici che l’opera non sarebbe fattibile perché ci vorrebbero delle gallerie!
Per una consigliera della maggioranza, addirittura , “la mozione presenta un progetto assolutamente irrealizzabile, una proposta che avrebbe tempi biblici di realizzazione e costi praticamente insostenibili, quindi la mozione così come è stata presentata è irricevibile nella maniera più assoluta”. Ma lo avrà spiegato all’Ordine degli Ingegneri?
Quando poi leggiamo che Ancona è scesa sotto i 100.000 abitanti, piena di zone degradate cantieri e muri pericolanti e che i giovani fuggono, sappiamo anche perché.
L’ ”alta capacità” di cui la nostra città ha bisogno non è quella dei convogli merci, ma – ahimè – quella di una amministrazione con un reale programma di crescita e sviluppo.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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