Arrestato Maurizio De Simone, l’imprenditore che voleva la Fermana

De Simone (foto Restodelcalcio.com)

L’ex amministratore del Trapani Calcio braccato dalla Guardia di finanza per reati tributari, societari e finanziari. Due mesi fa pressava Vecchiola per rilevare il club gialloblu

Tanto tuonò che alla fine piovve. Maurizio De Simone, l’imprenditore avellinese che voleva la Fermana di Vecchiola, è finito in manette oggi pomeriggio. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trapani gli hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale del capoluogo, Caterina Brignone, su richiesta del sostituto procuratore Rossana Penna. De Simone sarebbe venuto a Fermo con il direttore sportivo Gianni Rosati, ma Vecchiola ha fatto scudo ed ha mantenuto saldamente nelle mani il timone dei canarini.

Le indagini, avviate lo scorso mese di settembre, avrebbero consentito di ricostruire prima le condotte illecite più evidenti, consistenti essenzialmente nella sottrazione dalle casse della società sportiva di denaro per oltre 200 mila euro, e poi di svelare un meccanismo di false fatturazioni per servizi mai resi, per lo più di natura informatica.

 

Il raggiro sarebbe stato perpetrato da aziende prive di effettiva sostanza economica facenti capo direttamente od indirettamente a De Simone, ovvero a suoi prestanome. Sarebbe stata accertata un’evasione dell’Iva stimabile in oltre 9 milioni di euro. Proprio esaminando l’operatività di queste strutture societarie, la maggior parte delle quali ubicate ad i Avellino, città dell’indagato, è stato infatti possibile verificare come quest’ultimo avesse utilizzato parte dei proventi illeciti provenienti dalle false fatturazioni non solo per rilevare la proprietà della società Trapani Calcio S.r.l., ma anche di immettere nella società calcistica, attraverso la Fm Service, una somma pari ad euro 149.000, quota necessaria per far fronte agli impegni di natura organizzativa imposti dai regolamenti della F.I.G.C. senza incorrere a penalizzazioni, rendendosi così responsabile del reato di auto riciclaggio.

 

In tal modo veniva pertanto consentito il regolare svolgimento delle attività sportive relative al campionato di serie “C” della società Trapani Calcio, il quale si concludeva, tra l’altro, con la promozione alla categoria superiore.

 

Successivamente, nel periodo in cui De Simone è stato alla presidenza della società Trapani Calcio non ha posto in essere alcuna operazione, sotto il profilo economico e patrimoniale, volta a rafforzare e rendere maggiormente competitiva la società, a comprova del fatto che l’unico suo intento era quello di svuotarne le casse, come accertato nel corso delle indagini. Allo stato, tra l’altro, De Simone è risultato essere beneficiario del reddito di cittadinanza, circostanza che ha portato gli investigatori a denunciarlo per truffa aggravata ai danni dello Stato.

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