Arquata del Tronto: un paese distrutto dove la ricostruzione è inesistente

Le pratiche presentate sono 109 su 2.070 previste in base ai danni agli edifici

E’ Arquata del Tronto, come prevedibile, il paese maggiormente colpito nel Piceno non solo dal terremoto, ma anche dalla lentezza delle procedure per la ricostruzione. A confermarlo è il rapporto predisposto dagli uffici del commissario per il sisma che contiene i dati ufficiali sui contributi concessi e sulle domande presentate all’Ufficio ricostruzione fino al 31 dicembre 2019.

Ebbene, ad Arquata, un centro abitato completamente distrutto dal terremoto e anche, purtroppo, con diverse vittime, le pratiche presentate sono soltanto 109 sulle potenziali 2.070 previste sulla base delle schede relative agli edifici danneggiati o crollati. Si tratta di una percentuale del solo 5,3% che lascia intendere come ancora sia lontano e forse non più credibile l’obiettivo di ricostruire il paese.

Il dato migliore, invece, è quello relativo al territorio comunale di Castel di Lama, ovvero l’unico caso piceno in cui si è riusciti già a presentare oltre il 40% delle pratiche, per la precisione un 43,8/% (pari a 98 richieste) delle complessive 224 pratiche previste per sanare tutte le abitazioni danneggiate dal sisma. La media per la provincia di Ascoli, tenendo conto dei comuni colpiti, è del 20% di domande presentate rispetto al totale degli edifici danneggiati.

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