Arquata, 50 chilometri a piedi tra boschi e montagne

Il gruppo di Arquata Potes

Completato il ‘Grande Anello’ con l’impegno dei volontari. La passeggiata va dal Parco dei Monti della Laga a quello dei Sibillini. C’è anche una fonte da cui scaturisce acqua che la tradizione popolare ritiene miracolosa

L’Associazione “Arquata Potest”, con il recupero dell’antico sentiero tra Piedilama e Pretare, ha concluso il G.A.D.A. (Grande Anello di Arquata), un unico tracciato che attraversa i paesi del comune dei due Parchi Nazionali.

I volontari di Arquata Potest

Con 50 km di lunghezza, il percorso si sviluppa a cavallo tra il Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga, partendo da Trisungo e risalendo lungo castagneti secolari per poi rientrare sul versante del Parco dei Monti Sibillini, riscendendo dalle falde del Monte Vettore lungo i pendii del Ceresa.

L’opera di ripristino del tracciato tra Piedilama e Pretare è stata realizzata grazie all’impegno dei volontari Francesca Olini, Paolo Izzi, Monica Piergiovanni, Alessandro Piermarini, Marco Cappelli, Giacomo Stoppo, Lucrezia Piermarini, Sante Corradetti, Valerio Maior, Danilo Giuliani e Carlo Ambrosi, come sempre guidati dal maratoneta e scrittore Vittorio Camacci.

Al lavoro tra i monti

Il terremoto, del resto, non ha intaccato la bellezza naturalistica di questi luoghi. In particolare quest’ultimo chilometro ripulito passa di fianco all’antico mulino di Pretare e attraversa Fonte Sant’Egidio, una polla d’acqua naturale che sgorga ai piedi di un enorme masso.

L’acqua della fonte, che deve il nome al patrono di Piedilama, non solo è potabile ma è ritenuta anche miracolosa dagli abitanti del luogo che erano soliti darla da bere agli ammalati o usarla per gli impacchi.

La pulizia dei sentieri

Proprio su questi pendii transitava peraltro l’antica Salaria Gallica, il diverticolo della Salaria Romana che, nei pressi di Trisungo, entrava nell’entroterra verso i territori prevalentemente abitati da popolazioni di origine celtica. I toponimi sono ancora lì a ricordarcelo: dal “Passo del Galluccio” a “Montegallo”, fino ad arrivare sull’Adriatico nei pressi di “Senigallia”.

Arquata Potest è un’associazione di Promozione Sociale che si propone di organizzare eventi creando occasioni di incontro tra chi ama Arquata e chi vuole iniziare a conoscerla.

Il pesante lavoro nel bosco

Nata inizialmente con l’intento di riorganizzare la festa patronale del SS. Salvatore, Arquata Potest ha saputo non solo rilanciare l’evento, ma ha anche ampliato le proprie iniziative negli anni, sempre e solo tramite il lavoro gratuito di volontari che hanno dedicato alla causa il proprio tempo libero.

La sistemazione degli anelli di Pretare e Piedilama rientra nell’ampio progetto #Camminarquata avviato nel febbraio 2016, inizialmente sul tratto tra Arquata e Spelonga. Negli anni sono stati ripuliti e sistemati sentieri e percorsi con l’intento di recuperare non solo i tracciati, ma soprattutto la storia di questi luoghi.

Un momento di pausa per la foto ricordo

In questa maniera si intende contribuire a far ripartire Arquata supportandone le attività commerciali tramite quello che i volontari ritengono essere da sempre la sua vocazione naturale: il turismo lento, esperienziale e sostenibile. Si aprono così nuove opportunità per gli appassionati di trekking, i quali possono peraltro trovare informazioni, foto, mappa e traccia GPS.

Il percorso del Grande Anello di Arquata
Ancora un’immagine dei volontari