Areamare: “Comune e quartieri ci dicano cosa fare sui nostri lotti”

Il 27 aprile udienza al Tar Marche sulla causa della società contro l’amministrazione di San Benedetto del Tronto

La variante urbanistica presentata nel 2017 sulla base di una delibera di Consiglio è rimasta senza risposta da parte del Comune. L’amministrazione tace anche sul progetto che abbiamo presentato nel 2020 per realizzare un ostello e un dancing, secondo quanto previsto dal Piano regolatore generale attualmente in vigore. Il Comune e i quartieri ci dicano quello che vogliono fare sui nostri terreni“. Rompe il silenzio Antonio Forlì, socio dell’impresa Areamare, proprietaria dei lotti in via del Cacciatore nel quartiere Sentina e in via Mare-Scarlatti nel quartiere Mare, entrambi a Porto d’Ascoli.

La società ha presentato varie proposte per costruire, ma sono state contestate dai quartieri e disattese dalle amministrazioni comunali che si sono avvicendate nel corso degli anni.
In questa sede ci occupiamo degli ultimi due progetti, anche perché su quello del 2017 pende il ricorso al Tar delle Marche di Areamare contro l’amministrazione di San Benedetto.
Tutto cominciò con la delibera di Consiglio comunale n. 37 licenziata il 27 maggio 2017 dall’amministrazione Piunti, dal titolo: ‘Approvazione dei criteri per la determinazione del contributo straordinario per interventi su aree o immobili in variante urbanistica, in deroga o con cambio di destinazione d’uso‘.
In pratica l’ente concedeva la possibilità di trasformare in residenziale i volumi artigianali, commerciali ecc. previsti dal Prg. Furono 16 le società a presentare domanda di variante: la prima ad essere protocollata fu quella di Areamare, il 24 agosto 2017.
Cosa proponeva? Di realizzare otto palazzine nel terreno di 30mila mq in via del Cacciatore (in totale 15mila mc di costruzioni); 12 edifici su una superficie di 70mila mq tra via Scarlatti e via Mare (in totale 19mila mc di costruzioni). Nei manufatti verrebbero ricavati 81 appartamenti in totale.
Dunque, i lotti di proprietà di Areamare sono distribuiti su 100mila mq di superfice: il 70% dei terreni viene ceduto al Comune per uso pubblico. Inoltre il contributo straordinario che la società intendeva cedere all’amministrazione era stato calcolato con una perizia giurata in 930mila euro.

Il 5 ottobre 2017 gli uffici comunali chiedono con una Pec ad Areamare una sostanziale integrazione di documenti, che vengono consegnati l’11 giugno 2018. L’ente poi fa stimare i terreni di via del Cacciatore e via Mare-Scarlatti dall’Agenzia delle entrate di Ascoli Piceno ai fini della determinazione del contributo straordinario per il cambio di destinazione urbanistica. I conteggi dell’Agenzia delle entrate fanno salire il contributo straordinario a un milione e 210mila euro. L’ente rivierasco scrive ancora ad Areamare per conoscere le sue intenzioni in merito all’aumento, in quanto per  mandare avanti la pratica urbanistica è necessario da parte della società l’accettazione del rincaro. Il 9 dicembre 2019 Areamare protocolla in Comune una lettera con la quale manifesta la volontà a voler proseguire l’iter amministrativo e accetta la stima dell’Agenzia delle entrate.
A questo punto la palla passa in mano alla giunta che deve attestare l’interesse pubblico del progetto. Ma l’amministrazione non va più avanti con la variante Areamare e con le altre 15 proposte di cambio di destinazione. Il 29 settembre 2021 la ditta diffida il Comune.

A ottobre 2021si svolgono le consultazioni amministrative che decretano la vittoria del sindaco Antonio Spazzafumo, il quale non prende in considerazioni le varianti giacenti negli uffici in quanto si è impegnato con gli elettori a redigere il nuovo Prg.
Arriviamo alle battute finali: il 30 dicembre 2021 Areamare scrive una lettera al Comune con cui chiede un tavolo tecnico per affrontare i problemi della viabilità nelle zone interessate dagli interventi. Nessuna risposta dall’ente.
Il 7 gennaio 2022 Areamare presenta ricorso al Tar delle Marche. Chiede al Tribunale amministrativo regionale l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dal Comune nei confronti della diffida inviata dalla società ricorrente il 29 settembre 2021, nonché della conseguente mancata conclusione del procedimento di approvazione della variante al Prg, avviato con istanza protocollata il 24 agosto 2017.
L’udienza al Tar si è svolta il 23 marzo, ma è stata rinviata al 27 aprile 2022 su richiesta dell’avv. dell’ente Marina Di Concetto che ha rimesso il mandato.
Infine, un passo indietro: il 30 aprile 2020 Areamare protocollava in Comune la proposta di realizzare in via Mare un ostello e un dancing, come previsto dal Prg, ma anche questo progetto non ha avuto risposta dall’amministrazione di San Benedetto.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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