Arbitro non solo violento, ma anche stalker: dopo la testata al portiere, finisce ai domiciliari per molestie alla ex

Il 31enne maceratese è accusato di atti persecutori, lesioni aggravate continuate, violenza privata e altri reati

Ancora nella bufera l’arbitro Antonio Martiniello, balzato alla cronaca per aver dato una testata al portiere del Borgo Mogliano, Matteo Ciccioli, nel corso di una gara di Seconda categoria. Dopo quell’episodio al fischietto maceratese è stato inflitto il Daspo di un anno.

Ma c’è di più. Il 31enne nella giornata di San Valentino, come uno scherzo della sorte, è stato sottoposto agli arresti domiciliari per una serie di reati commessi nei confronti della sua ex fidanzata come atti persecutori, lesioni aggravate continuate, violenza privata e reati affini. Insomma, ben altre cose rispetto ai classici Baci Perugina, mazzi di rose rosse o cene romantiche.

Le indagini nei confronti di Martiniello sono scattate lo scorso dicembre quando una giovane donna, che per ovvi motivi rimane anonima, ha denunciato il comportamento oltremodo minaccioso e violento che il suo compagno, già caratterialmente iracondo, aveva cominciato ad assumere nei suoi confronti dopo che gli aveva manifestato l’intenzione di interrompere la loro relazione, ormai compromessa da continue offese ed umiliazioni, aggressioni verbali e, troppo spesso, anche fisiche.

Le disposizioni impartite dal Procuratore della Repubblica di Macerata Dr. Giovanni Giorgio per la gestione dei codici rossi hanno permesso di incardinare la vittima nel programma di protezione e, contestualmente, avviare le necessarie indagini utili alla ricostruzione di tutti gli episodi denunciati. Sono quindi emersi gravi ed inequivocabili indizi di reità a carico dell’uomo che si è addirittura reso protagonista di ulteriori ripetuti atti di violenza fisica e psicologica nei confronti della sua ex compagna, tali da integrare in pieno il delitto di ‘stalking’, ingenerando nella vittima un fondato timore per la sua incolumità, tanto da indurla definitivamente ad affrancarsi e dal suo persecutore e ricorrere all’apporto di una struttura di sostegno in comune lontano dalla sua residenza.

Le indagini, svolte dai carabinieri di Civitanova e coordinate dal Sostituto Procuratore, Rosanna Buccini, hanno dimostrato la pervicacia con cui l’uomo ha posto in essere e perseguito in maniera reiterata le condotte di violenza, non solo nei confronti della sua vittima, ma anche dei suoi familiari e quanti l’avevano a più riprese difesa dalle sue brutali aggressioni, continui pedinamenti, appostamenti, invio di numerosi messaggi minatori, insulti, episodi che hanno messo in luce una personalità caratterizzata da spiccata propensione criminale, un’indole incline alla violenza ed una elevata pericolosità sociale tale da integrare il concreto ed attuale pericolo di reiterazione di analoghe condotte, tanto da convincere il Tribunale di Macerata all’emissione del provvedimento cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, prescrivendo all’uomo il divieto di allontanarsi senza autorizzazione dalla propria residenza, in attesa dell’avvio del processo.

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