Aquino a quasi 43 anni: “Mi mancano i valori di una volta, ho mal di schiena ma non smetto…”

SECONDA CATEGORIA – Il difensore centrale ex C2 e Serie D ha fatto doppietta con l’Urbis Salvia. “Amo il calcio”

Sembra essersi messa alle spalle il periodo complesso nel girone F di Seconda Categoria l’Urbis Salvia, che sabato scorso ha fatto valere ancora una volta il fattore Eugenio Tombolini superando il Monte San Martino in quello che, classifica alla mano, era uno scontro diretto. Una vittoria pesante, la seconda di fila, che ha permesso agli arancio-blu di allungare in classifica proprio sui biancocelesti e di salire a +8 sulla zona rossa. Grande protagonista del pomeriggio il sempreverde centrale difensivo Giuseppe Aquino che, subentrato dalla panchina, si è preso tutta la copertina con una doppietta decisiva nel 2 a 1 finale e impreziosita da una perla su punizione: ” È stato un periodo particolare per noi. Eravamo partiti con altri obiettivi, poi per varie vicissitudini ci siamo trovati in un’altra posizione di classifica. Sono state due vittorie una più bella dell’altra. A Treia l’ho vista dalla panchina, visto che mi trascino dei problemi alla schiena. I miei compagni mi hanno fatto emozionare perché hanno lottato su ogni pallone e questo significa che siamo sulla strada giusta. Sabato contro il Monte San Martino è stata una verifica della gara di sabato prima. Ci provo sempre a fare goal (ndr quattro già in stagione) ed è andata bene”.

Nonostante sia prossimo alle 43 primavere il prossimo luglio, il forte difensore continua ancora a essere un punto di riferimento e un giocatore decisivo: “Fin da bambino sono stato innamorato del calcio ed è questo che mi fa andare avanti. A quest’età è normale avere acciacchi fisici. Ma come ho detto sempre a mia moglie, ai miei compagni e alle società in cui sono stato, finché sento l’amore verso questo sport continuo. Poi è normale, non posso piacere a tutti. Finché ho questo amore vado avanti, poi quando non ci sarà più smetterò. Ho altri sogni da realizzare. Sono innamorato del calcio di una volta perché il calcio di adesso non mi si addice, non per una questione di livello tecnico o fisico, ma per una questione di valori. C’è il pensiero, magari in futuro, di continuare nel calcio in un’altra veste. Però sono un ragazzo esigente. Del calcio passato mi mancano le storie e i valori che i più anziani ti trasmettevano. Mi mancano anche le vittorie e soprattutto le sconfitte, perché ti insegnano poi cosa sono le vittorie. Cosa che adesso magari io faccio fatica a trasmettere ai più giovani. Se non hai amore e non ti sacrifichi non puoi giocare a calcio. Ma vale anche nella vita. I giovani devono capire che quello che fanno non è semplice. Se non si sacrificano, non si impegnano e non hanno rispetto nel prossimo, non possono andare avanti”.

Aquino ripercorre anche la sua lunga carriera che lo ha visto in passato vestire in C2 e in Serie D le maglie Aprilia, Rimini, Sangiustese, Pro Vasto, Monopoli, Fortis Juventus, Sambenedettese, Maceratese e Civitanovese: ” Il goal più importante dico a Rimini quando ho battuto la punizione che è valsa la vittoria. Eravamo 1 a 1 e l’arbitro mi ha detto che dopo la punizione avrebbe fischiato la fine. (ndr si riferisce a un Rimini-Fossombrone dell’aprile 2011 Serie D girone F. In quella stagione i romagnoli allenati dall’ex allenatore di Pisa e Spezia Luca D’Angelo). La piazza più bella e quella che mi ha fatto ancora di più innamorare del calcio è stata San Benedetto. Avendo fatto parte dell’annata 83′-84′ ho ammirato diversi giocatori forti come Quagliarella, De Rossi e Floro Flores. Quello che mi ha impressionato di più è Floro Flores (ndr attuale allenatore del Benevento). Lo paragonavo al Ronaldo il Fenomeno, perché aveva una tecnica e una velocità fuori pari a nessuno altro“.

Dopo l’amara retrocessione dello scorso anno, la società del presidente Bordi ha deciso di ripartire da zero, affidando la panchina all’ex Lorese Andrea Verdicchio, a cui è stata consegnata una rosa quasi totalmente rinnovata, rinforzata in queste ora dall’arrivo anche del centrocampista argentino Matias Sosa Ugolini, che giocherà insieme al fratello Francisco, di ruolo attaccante: ” Stiamo cercando di trasmettere i valori del mister. Sono venute a mancare delle cose. Poi adesso pian piano il mister insieme alla società sta puntellando alcune situazioni. C’è stato questo scatto di passo. Non voglio promettere chissà cosa. Se riusciamo a continuare così, la speranza è quella di fare i play-off per poi giocarseli. È un sogno e non sarà facile perché davanti camminano e ci sono squadre più attrezzate”. Sabato per l’Urbis Salvia sarà tempo di viaggiare in direzione Esanatoglia: ” È l’unica squadra che per organizzazione e gioco mi ha impressionato di più. Sarà una bella battaglia. Speriamo di riuscire a portare via un risultato positivo”.

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS