Anconitana, tifosi ed ex calciatori vicini a Lori e Mastronunzio: “Perdiamo parte della nostra identità”

CALCIO – Il trattamento riservato alle due ex bandiere non è passato inosservato a chi porta i colori biancorossi nel cuore: “Siamo preoccupati, loro erano il simbolo della rinascita del calcio ad Ancona”

di Claudio Comirato

Sotto ai riflettori dell’intervista invitato dal conduttore Mauro Anconetani, oltre a Lori, Mastronunzio e Pucci, ci è finito anche Marco Lelli, ex tecnico dell’Anconitana che lo scorso anno riusci a vincere il campionato di Prima categoria per poi essere sostituito da Francesco Nocera. “Aver allenato due anni fà in Prima categoria Lori e Mastronunzio per il sottoscritto è stato un grande onore. Stiamo parlando di due giocatori che hanno fatto la storia del calcio ad Ancona. Mi associo alle parole di Mastronunzio, che nonostante l’amarezza del momento, ha invitato i tifosi a sostenere la squadra andando allo stadio. Per quello che riguarda l’aspetto tecnico, come allenatore posso dire che un giocatore come la ‘vipera’ in Eccellenza, ma anche in serie D, non ce l’ha nessuno. Stesso discorso vale per Lori”. Sulla stessa lunghezza d’onda Alessio Abram dell’Ancona Respect: “Non penso che questa sia stata una scelta tecnica da parte della società, dietro l’intera vicenda c’è qualcosa che non mi torna. Quello che davvero conta è rimanere attaccati ai colori biancorossi, fermo restando che Lori e Mastronunzio resteranno nel cuore dei tifosi. L’intera vicenda doveva essere gestita in maniera differente per il semplice fatto che questi due giocatori rappresentano il simbolo della rinascita del calcio ad Ancona”. Critiche che non sono mancate neppure da parte di Ivo Ballardini ex giocatore dell’Ancona negli anni ottanta: “Non entro nel merito delle scelte tecniche che spettano alla società, ci mancherebbe altro, ma l’intera questione Lori – Mastronunzio, così come quella di tutti gli altri, andava gestita in maniera differente. E’ normale che la gente ci sia rimasta male per come sono andate a finire le cose”. Che la questione doveva essere gestita in maniera differente lo dice anche Eros Giardini presidente dei Cuba: “La società ha tutto il diritto di fare le proprie scelte, ma questi giocatori meritavano un minimo di rispetto per quello che hanno dato alla città di Ancona. Come tifosi siamo preoccupati di quello che sta accadendo, oramai sono settimane che attendiamo l’incontro pubblico con la società come dichiarato dalla dirigenza. Speriamo che la cosa avvenga quanto prima nel rispetto di una tifoseria che stenta a ritrovare un minimo di unione”. Stesso pensiero per Emanuele Pesaresi, ex giocatore dell’Ancona e vice di Marco Lelli nella stagione 2017-2018: “La società ha sbagliato, c’è poco da dire, la situazione doveva essere gestita in maniera diversa, sono venuti a mancare i rapporti umani e la chiarezza di intenti. Che le bandiere prima o poi vengano ammainate ci sta, quello che a volte manca è lo stile di come vengono riposte nel cassetto”. Critico anche Gianluca Quacquarini, esponente politico e grande tifoso dell’Anconitana: “Non condivido la scelta fatta dalla società, né tantomeno il modo come è stata gestita la vicenda. Senza Mastronunzio e Lori perdiamo parte della nostra identità, questi erano giocatori legati alla tifoseria che potevano ancora dire la loro in mezzo al campo. Ci mancheranno, ci restano solo le tante emozioni legate ai colori biancorossi”.

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