Anconitana, Eros Giardini: “Allenatore? C’è curiosità, siamo ottimisti sul futuro”

Eros Giardini, presidente dei "Cuba" storica tifoseria organizzata dell'Ancona

CALCIO – Lo storico tifoso biancorosso e presidente dei Cuba fa il punto: “Marconi è l’uomo giusto. Ancona merita altre categorie, nel cuore della gente la fiammella è viva”

di Claudio Comirato

La prima partita dell’Ancona allenata da Carletto Parola contro La Spezia l’ha vista al Dorico nel lontano 1955 all’età di tre anni. Da lì in poi è sbocciato un vero e proprio amore per i colori biancorossi. Il riferimento non può che essere ad Eros Giardini, presidente dei Cuba dal 1996, uno dei tifosi più conosciuti e non solo nel capoluogo di regione. Punto di riferimento della tifoseria moderata, proprio con Eros Giardini proviamo a fare il punto della situazione in casa Anconitana in attesa che la società renda noto il nome del direttore generale e del tecnico destinato a prendere il posto di Francesco Nocera: “Buona parte dei campionati sono terminati da qualche settimana ma è anche vero che alcuni verdetti devono essere ancora definiti il che tiene in sospeso molte trattative di mercato. Se la società per il momento non ha ancora reso noto il nome del direttore generale e dell’allenatore avrà i suoi bei motivi. Noi come tifosi di certo non siamo preoccupati ma la curiosità attorno all’intera vicenda di certo non manca. Resta il fatto che siamo fiduciosi dell’operato del presidente dell’Anconitana Stefano Marconi che ha sempre detto di voler dare un volto professionistico al club”. Lei è considerato uno degli esponenti più fedeli ai colori biancorossi, un volto noto in città ma ci tolga una curiosità, quando entra in un bar (tanto per fare un esempio) la gente cosa gli chiede circa l’andamento dell’Anconitana: “La domanda è sempre la stessa, ovvero il nome del nuovo allenatore. Essere ripartiti dalla Prima categoria è stata una mazzata per l’intero ambiente. La gente si è staccata dall’Ancona ma sotto la cenere la fiammella della speranza è ancora accesa. In poche parole buona parte della tifoseria moderata ha preso le distanze dal club, non viene allo stadio come un tempo ma è informata su tutto quello che ruota intorno ai colori biancorossi. Chi invece non ha mollato di un centimetro, sono i ragazzi della Curva Nord”. A proposito di stadio, quanto vi manca la gradinata? “Purtroppo tanto, ma per questioni economiche non si poteva fare diversamente con tutta la tifoseria che si è dovuta spostare in tribuna compresi i ragazzi della Curva Nord. Speriamo di tornare quanto prima in gradinata il che significherebbe che la nostra Ancona è tornata nel calcio che conta con tanti tifosi al seguito”. Per il momento però c’è da affrontare un campionato di Eccellenza: “Vincere quando il blasone te lo impone non è mai una cosa semplice. Ci aspetta un torneo particolarmente complicato dove tutte le squadre daranno il massimo per mettere in difficoltà l’Anconitana. Rispetto a 10 anni fa non ci sono più squadre come Tolentino, Fermana, Vis Pesaro e Maceratese, ma ciò non significa che sarà una passeggiata arrivare in serie D”. Cosa occorre per riportare la gente allo stadio? “In molti non hanno accettato di vedere l’Anconitana ripartire dalla Prima categoria e si sono allontanati dai colori biancorossi. Guardare al passato se pur difficile da metabolizzare non serve a nulla, quello che davvero occorre è pensare al futuro con ottimismo. Sono convinto che con il ritorno tra i professionisti la gente tornerà al Del Conero a tifare l’Ancona. Resta inteso che più si sale di categoria e più aumentano le difficoltà”. Stefano Marconi, presidente dell’Anconitana, è riuscito come da programma a portare in due anni la squadra dalla Prima categoria all’Eccellenza, trampolino di lancio per la serie D. Che voto si sente di dare al patron dell’Anconitana che in queste ore dovrebbe rendere noto il nome del nuovo direttore generale e del tecnico per la prossima stagione? “In linea di massima darei un sette e mezzo”.

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