Ancona Matelica, che crescita

Gianluca Colavitto e Francesco Micciola

SERIE C – Da inizio stagione la squadra di Colavitto è riuscita ad alzare l’asticella in tutti i reparti

Se qualcuno volesse mai vedere come è cresciuta la formazione di Colavitto nell’ultimo mese il consiglio è quello di rivedersi la gara di Coppa Italia con il Montevarchi e magari metterla a confronto con quella di domenica contro il Pontedera. Si accorgerà e anche abbastanza facilmente di come sia cresciuto l’Ancona Matelica, in poche parole la mano del tecnico e il suo modo di interpretare il calcio comincia a farsi vedere.

Partita dopo partita i biancorossi hanno alzato l’asticella in tutti i reparti. Meno sofferenza sulle palle inattive per una squadra che nelle ultime tre partite, tra coppa e campionato, è riuscita a mantenere la porta inviolata. Squadra che sta dimostrando di avere anche un buon centrocampo e allora possiamo dire che non tutti i mali vengono per nuocere. Il riferimento non può che essere agli infortuni di Del Carro e Del Papa. Il primo uscito in quel di Avellino è stato sostituito da Ruani che ha destato un’ottima impressione, mentre Del Papa fuori per infortunio nella gara contro il Pontedera ha lasciato le chiavi del centrocampo a Gasperi che si è integrato nel migliore dei modi. Infortuni che Colavitto avrebbe fatto volentieri a meno, ci mancherebbe altro, ma lasciatecelo dire chi è stato chiamato dalla panchina ha dato un contributo non indifferente alla causa biancorossa. Una cosa è certa, il tecnico potrà contare su questi ragazzi.

Note positive anche dal reparto offensivo dove Moretti, Rolfini e Sereni sono una garanzia, cosi come lo è Del Sole. Una squadra che è cresciuta anche sotto il punto di vista mentale, una squadra che nelle ultime gare ha saputo gestire nel migliore dei modi i minuti finali ma che soprattutto è stata brava a leggere la partita nell’arco dei 90 minuti. Un po’ come accaduto contro il Pontedera dopo che Moretti ha sbagliato il calcio di rigore con i toscani che hanno poi creato diverse occasioni. Un primo tempo difficile da gestire poi nella ripresa la squadra ha capito che era giunto il momento di pigiare forte sul pedale dell’acceleratore quanto è bastato per vincere la partita. L’ultimo pensiero non può che essere rivolto alla Curva Nord, in poche parole il dodicesimo uomo in campo e di tifoserie come quella di Ancona nei campi della lega pro se ne contano davvero poche.

Dalla Home


Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Articoli più letti della settimana