Ancona, inchiesta per corruzione: gli appalti finiti nel mirino degli inquirenti

Simone Bonci, geometra del comune, aveva creato un vero e proprio cartello d’imprese

Non ha precedenti almeno nel capoluogo di regione il blitz portato a termine dalla squadra Mobile di Ancona in comune nella giornata di ieri, giovedì 7 novembre, dove in manette c’è finito un geometra Simone Bonci, 46 anni, che secondo l’accusa avrebbe manipolato una serie di appalti per ricevere poi dei regali oltre al rifacimento parziale di un immobile di proprietà per un valore di circa 30.000 Euro. Il geometra attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Montacuto. Ai domiciliari invece sono finiti quattro imprenditori edili: Carlo Palumbi 67 anni di Teramo, Mario Duca 50 anni di Cupramontana, Tarcisio Molini 64 oltre a Francesco Tittarelli 69 anni di Montesicuro. Trenta le persone indagate in comune per reati di abuso di ufficio, truffa e turbativa d’asta. Nell’elenco anche 4 assessori Paolo Manarini, Pierpaolo Sediari, Stefano Foresi e Paolo Marasca.

Per Manarini ai lavori pubblici si parla di abuso di ufficio e turbativa d’asta, per Sediari vicesindaco urbanistica e commercio turbativa d’asta, per Foresi alle manutenzioni e Marasca alla cultura invece omissione di atti di ufficio. Accuse che dovranno essere provate con i diretti interessati che al momento si sono detti estranei all’intera vicenda.

Una bufera di questo tipo non si era mai abbattuta sul comune di Ancona con il capoluogo di regione che si è svegliato piuttosto frastornato per quanto accaduto. In tanti si chiedono come sia stata possibile una cosa del genere in una città che sembrava vivere una sorta di luna di miele. Ma non per gli uomini della Squadra Mobile di Ancona, diretti dal dottor Carlo Pinto e dal personale del nucleo giudiziario della Polizia Municipale guidato dal maggiore, Marco Caglioti.

A dirla tutta che qualcosa non andava per il verso giusto negli ultimi periodi lo si era intuito, a cominciare da alcuni lavori effettuati ad Ancona dove anche l’opposizione in consiglio aveva cercato di fare chiarezza. A cominciare da quelli ai laghetti del Passetto i cui impegni di spesa sono lievitati in corso d’opera con l’aggiunta di alcune varianti. Sarà un caso ma proprio i laghetti del Passetto, i marciapiedi di via Thon De Revel e la pavimentazione in pineta sono finiti nel mirino degli inquirenti. E proprio al Passetto nella zona dei laghetti la giunta Mancinelli aveva glorificato il proprio operato con tanto di inaugurazione in grande stile.

Altri lavori finiti sotto la lente d’ingrandimento sono quelli al parcheggio Traiano, al cimitero di Pietralacroce, a quello di Candia, così come al cimitero delle Tavernelle. In molti casi, certi interventi venivano pagati due volte, in altri invece il comune pagava per lavori fatti a metà o addirittura non svolti per niente.

Gli inquirenti parlano di un cartello d’imprese che venivano in contatto con il geometra finito a Montacuto ma in tanti si domandano come sia stata possibile una cosa del genere, ma sopratutto chi doveva controllare questi lavori se venivano effettuati a regola d’arte? Il riferimento non può che essere anche all’asfalto lungo il viale della Vittoria dove dai carotaggi eseguiti tempo addietro ci si è accorti che il materiale utilizzato per la ricopertura aveva qualche problema. Stesso discorso in via Flaminia dove i tombini risultano affossati nell’asfalto una insidia in più per gli automobilisti e non solo costretti a marciare quasi a ridosso della linea che separa le due corsie.

Sarà un caso ma nella giornata di mercoledì 6 novembre, un agente del nucleo di polizia giudiziaria della Municipale è stato trasferito a seguire l’andamento delle frazioni; un fulmine a ciel sereno, nulla a confronto con quanto sarebbe accaduto dà li a 24 ore. Il nucleo della Polizia Guidiziaria della Municipale già in passato era finito nel mirino dell’amministrazione comunale, forse in difficoltà per le tante indagini portate avanti dagli uomini del maggiore Caglioti.

Sempre nella giornata di mercoledì al Ridotto delle Muse il sindaco di Ancona aveva presentato il libro “Contaminiamo l’Italia con il modello Ancona” scritto insieme a Paolo Marasca. Giusto il tempo di leggere le prime pagine che a distanza di poche ore in comune sono scattate le manette con tanto di materiale cartaceo portato via dagli inquirenti che hanno provveduto anche a perquisire l’ufficio di Pierpaolo Manarini, Assessore ai Lavori Pubblici.

Il Sindaco di Ancona nella giornata di oggi sarebbe dovuto andare a Milano ma in una nota stampa la città metropolitana guidata da Giuseppe Sala ha fatto sapere che “l’incontro fissato a Palazzo Isimbardi con il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, vincitrice del World Mayor’s prize 2018, inerente il contributo dei sindaci per il Governo del Paese per un imprevisto è stato rinviato a data da destinarsi”.

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