Ancona e i rifiuti in strada: parla Antonio Gitto, presidente di Anconambiente

Nonostante gli appelli a stare in casa in questi giorni sono comparse anche delle discariche abusive dove è stato abbandonato di tutto

Cassonetti della plastica pieni fino all’inverosimile con tanto di buste abbandonate alla rinfusa, contenitori del vetro al limite della capienza per non parlare poi di quello che accade circa la raccolta della carta.

In tempi di Covid-19, il comune di Ancona ha perfino lanciato un appello in cui si invitano i cittadini a tenere in casa carta, plastica e vetro per il semplice fatto che Anconambiente ha rallentato la raccolta di questo genere di rifiuti. In alcuni quartieri si è riscontrata una certa collaborazione, in altri invece la gente appare poco propensa a collaborare. A spiegare quello che sta accadendo è il presidente di Anconambiente, Antonio Gitto: “La raccolta dei rifiuti indifferenziati non ha subito nessuna modifica quello che ha rallentato è la catena della carta della plastica e del vetro. Abbiamo dovuto adottare questa strategia per tutelare i nostri dipendenti. Se prima di questa emergenza su un mezzo viaggiavano due persone, ora per l’isolamento sociale siamo costretti a far uscire dal nostro deposito due mezzi in coppia per lo stessa zona di raccolta. Il lavoro si rallenta senza dimenticare che vengono usati due veicoli”.

Nei giorni scorsi quando Anconambiente era sul punto di mandare del personale in ferie forzate erano pervenuti diversi certificati medici che in qualche maniera avevano creato un certo malumore in azienda. Una questione su cui era già intervenuto lo stesso Antonio Gitto. “Difficile stabilire se qualcuno ci abbia marciato o meno anche per il fatto che i controlli domiciliari al momento sono difficili da attuare. Gli ultimi dati ci dicono che il 10% del personale attualmente è in malattia nulla a che vedere con quanto accade in altre città”. Come se non bastasse, Anconambiente in queste settimane si è ritrovata a fare i conti con il problema dei dispositivi di sicurezza individuali a cominciare dalle mascherine FFP2. “Non possiamo permetterci il lusso di far ammalare i nostri dipendenti. Le mascherine le avevamo ordinate e anche in grande quantità ma ci vengono contingentate dalla Protezione Civile. Ho scritto al Presidente della Regione, al Prefetto, e al sindaco di Ancona per metterli al corrente di questo problema. Nessuno vuole togliere questi dispositivi a chi lavora nell’ambito sanitario ma anche noi svolgiamo un ruolo più che fondamentale per l’intera collettività. Ogni giorno ci servono 100 mascherine ma qualcuno ancora si ostina a non capire le nostro esigenze. Il nostro personale effettua anche il recupero dei rifiuti a domicilio a quei pazienti risultati positivi al Covid-19. Impensabile effettuare questo servizio porta a porta senza protezioni”. A proposito di servizi, quali potrebbero ripartire da qui a qualche giorno? “La prossima settimana riusciremo a rimettere in movimento la raccolta degli sfalci e potature in genere. Per quello che riguarda invece i due centri ambiente quello in via del Commercio e a Posatora li abbiamo dovuti chiudere per disposizione del Governo. La speranza è di ripartire quanto prima anche con il resto dei servizi compreso il ritiro a domicilio degli ingombranti. Nonostante gli appelli a stare in casa in questi giorni sono comparse anche delle discariche abusive dove è stato abbandonato di tutto”.

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