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Ancona, dipendente comunale finisce in manette per corruzione aggravata

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L’operazione “Ghost Jobs” della Polizia al Palazzo in via XXIV Maggio

Arresto ai piani alti del Comune di Ancona. Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile insieme alla sezione giudiziaria della polizia municipale hanno effettuato un blitz al quarto piano del Palazzo in via XXIV Maggio ed hanno arrestato un dipendente comunale per corruzione aggravata. A finire in manette è stato Simone Bonci dell’ufficio tecnico.

Si tratta dell’operazione “Ghost Jobs” coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona. Sono state eseguite 5 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un dipendente pubblico in servizio presso il Comune di Ancona e 4 imprenditori del settore edilizia ritenuti responsabili di corruzione aggravata.

L’articolata e complessa attività investigativa, iniziata nell’autunno del 2018, ha visto come principale protagonista il pubblico ufficiale del Comune di Ancona il quale, violando quelli che sono i principi cardine del buon andamento della pubblica amministrazione, ovvero il principio di trasparenza, economicità, correttezza, nonché inosservante del rispetto del principio di rotazione degli inviti e delle assegnazioni dei lavori e ne liquidava il compenso in modo diretto e sistematico sempre alla stessa rosa di ditte “amiche” comprese in un vero e proprio “cartello”, una moltitudine di lavori in gran parte mai eseguiti e, in altri numerosi casi eseguiti solo in parte e per un valore di gran lunga inferiore a quello corrispondente al denaro pubblico erogato.

In cambio il dipendente pubblico riceveva dagli “imprenditori amici” ogni forma di illegittima utilità riscontrata durante l’attività di indagine. nel corso dell’attività investigativa sono emersi altri fatti delittuosi che hanno coinvolto altre 30 persone, indagate, a vario titolo per i reati di: abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, turbata libertà degli incanti ed in materia ambientale, truffa aggravata ai danni dello Stato finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, rifiuto di atti d’ufficio.

Sono tutt’ora in corso anche 10 perquisizioni locali delegati dall’Autorità Giudiziaria a carico di parte degli indagati implicati a vario titolo nella vicenda giudiziaria.

 

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