Amaolo da brividi, l’imprenditore-mister si è (ri)preso la C: “Gratificazione stupenda”

SERIE D – Il tecnico di Porto San Giorgio dal ’99 concilia passione e lavoro. Con il Pineto ha vinto il suo secondo campionato: “Che imprese nel girone F”

Il Pineto made in Marche se n’è andato in Lega Pro. Quanti protagonisti: Mercorelli e Njambe ex Montegiorgio, Allegretti ex Sangiustese, Nonni ex Tolentino, Maio ex Porto Sant’Elpidio, Lo Sicco ex Matelica, Ceccacci ex Vis Pesaro, Lucarini ex Jesina, Domizi e Di Filippo ex Samb, D’Egidio ex Ascoli. E poi mister Daniele Amaolo, tecnico di Porto San Giorgio, il guru della Serie D che ha guidato gli abruzzesi all’apoteosi.

Dal ’99 Amaolo è sulla cresta dell’onda, più di venti campionati nel girone F, tante imprese, una sola puntata nella vecchia C2 – sempre dopo averla guadagnata sul campo… – ed ora il suo secondo campionato vinto. Ancora in Abruzzo. Dopo il Morro d’Oro nel 2004, ecco il Pineto nel 2023. 19 anni volati in fretta. “Sono soddisfatto della mia carriera – si è lasciato andare Amaolo riguardandosi indietro – Tanti anni consecutivi senza saltarne uno, spesso chiamato in corsa perché non potevo partire dall’inizio a causa di problemi lavorativi, un percorso che mi ha dato sempre soddisfazioni. Avrò colto una decina di salvezze da subentrato, forse è un record, alcune delle quali difficilissime. Morro d’Oro prima di vincere, Angolana, Vis Pesaro, Macerata, Jesi, Recanati, Grottammare. Quante panchine? Piacerebbe saperlo anche a me (sorride, ndr). Sono stato fortunato ad avere la fiducia di società importanti e blasonate”.

Ed ora, a Pineto, la massima gioia stra-meritata per il mister che ha sempre conciliato passione e professione. Per lui, che è un imprenditore nel settore del turismo – ha chalet e struttura ricettiva nella sua Porto San Giorgio -, le vacanze non esistono mai. D’inverno sul campo, in estate sulla sabbia, con conflitto d’interessi a luglio quando la stagione balneare è in pieno svolgimento e quella sportiva ricomincia… “La mia carriera è andata di pari passo con il lavoro e qualche volta non è stato nemmeno possibile intrecciare tutto – ha continuato Amaolo – Per me allenare in D e raggiungere dei risultati importanti ha rappresentato una gratificazione immensa”.

Con il Pineto ha scritto la storia. “Sto realizzando ciò che è stato fatto, dopo aver vissuto una stagione intensa. A un certo punto sembrava tutto deciso ma sapevo che ci sarebbe stato da lottare fino alla fine. Credo che la vittoria sia meritata, siamo stati in testa per tutto il campionato, il gruppo composto da uomini veri ha dimostrato quanto volesse festeggiare, nonostante alcuni infortuni, nonostante la fatica. Le tante vittorie per 1-0 sono evidente sintomo di tutto ciò. E’ un sogno da regalare al nostro splendido presidente”.

Vinta anche la sfida personale con mister Aldo Clementi, un derby tra operatori nel settore “spiaggia”. Pure il tecnico della Vigor ha uno stabilimento al mare a Senigallia, la città che fino in fondo ha sperato nel sorpasso. “La Vigor ha fatto qualcosa di incredibile, ci ha messo tanta pressione nonostante fosse una neopromossa – le parole di Amaolo -. Ho sentito Aldo, ci siamo telefonati, vorrei complimentarmi con lui e con la sua squadra, sono riusciti a riportare entusiasmo nell’ambiente e nella tifoseria, auguro loro che possano continuare così anche in futuro”.

E il futuro di Amaolo, invece, quale sarà? Sembra scontata la riconferma in Serie C, categoria che aveva affrontato solo in una circostanza: era la vecchia C2, con playout perso al cospetto della Nocerina. “Quell’anno con il Morro d’Oro fu importante perchè capii come funzionava il mondo dei professionisti, ma fummo solo di passaggio. Mi piacerebbe che invece il Pineto possa ben figurare e rimanerci, serve l’aiuto del comprensorio e una programmazione. Ancora non ho parlato con la società, è presto per dire quel che sarà. E’ chiaro che la Lega Pro sarebbe la ciliegina, adesso è un campionato ancor più complicato con piazze decisamente importanti. In quale girone finirà il Pineto? Chissà. Magari anche nel B con le marchigiane, sarebbe la soluzione migliore anche a livello logistico”.

Da addetto ai lavori, il tecnico non si farà trovare impreparato dopo aver battuto, domenica scorsa, un big come Cornacchini ora alla guida della Vastese, una vittoria decisiva per volare. Sicuramente gli saranno state d’aiuto le “spiate” al Pelloni di Porto San Giorgio, quando Jo Condor allenava la Fermana e Amaolo si affacciava per seguire le sessioni del collega, dopo averlo comunque sfidato più volte sul campo. “Giovanni lo conosco, ci siamo salutati perchè tra noi c’è stima. In D aveva vinto ad Ancona e poi in C ha fatto benissimo da varie parti. Contro la sua Vastese c’era molta tensione, se avesse vinto contro di noi si sarebbe salvata direttamente. Ora auguro loro di poterla raggiungere attraverso i playout. Noi abbiamo fatto la partita che serviva sfruttando gli episodi”.

Poi via alla festa, a cui ha partecipato anche…Rocco Costantino, ebbene sì, il bomber originario di Pineto che Amaolo allenò in D a Pesaro nel 2015-16 riportandolo alla doppia cifra dopo il ko al crociato. Hai visto mai che in futuro… “Rocco mi ha mandato una messaggio prima della partita con la Vastese augurandomi l’in bocca al lupo. Ha visto la gara e poi si è entrato in campo per la festa. Ma so che ha un contratto importante e lungo con il suo Monterosi dove sta benissimo – le parole di Amaolo -. Sta facendo una carriera straordinaria, in C continua a segnare tanto (con Sudtirol, Triestina, Pro Vercelli ed ora Monterosi ha sfondato le porte, ndr). Nel calcio non bisogna precludersi mai nulla, ma probabilmente il Pineto dovrà orientarsi su altri profili”, ha sorriso il suo vecchio tecnico, ancora concentrato sul finale di stagione.

Già, ora Poule Scudetto con Arezzo e Giana e finale di Coppa Italia ancora con la Giana – sul neutro di Gavorrano -. Pineto in corsa per il suo…triplete che sarebbe apocalittico. Con un grande regista: mister Daniele Amaolo.



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