Altra Idea di Città contraria all’esternalizzazione dei servizi per i nidi

ANCONA – Il comunicato del partito d’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo da Altra Idea di Città:

“Con l’atto di giunta n.215 dell’8 giugno scorso l’Amministrazione comunale di Ancona ha deciso di  operare un’ulteriore esternalizzazione dei servizi educativi per i nidi d’infanzia, già pesantemente esercitata  in passato. Ad oggi pressoché tutti i nidi comunali sono affidati alla gestione di cooperative, 4 dei quali con modalità mista (di mattina Comune e di pomeriggio la cooperativa). I contratti sono in scadenza alla fine di luglio e con questo atto di Giunta l’affidamento viene prorogato di un anno alle stesse cooperative. Inoltre, si esternalizza definitivamente il nido “Chicco di Grano” e la sezione Primavera l’Isola di Elinor. Già la proroga contrattuale appare discutibile seppure permessa, ma ciò che è davvero inaccettabile sono le motivazioni alla base di queste ulteriori esternalizzazioni. Nell’atto si dice che c’è carenza di personale per il pensionamento di cinque educatrici e il Comune ha ‘consuete e ben note difficoltà di procedere all’assunzione di personale dipendente’.

Praticamente il Comune ammette di non essere in grado di provvedere alla copertura dei posti vacanti. Una giustificazione inaccettabile dovuta essenzialmente all’inerzia e incapacità di questa Amministrazione,  visto che le necessità occupazionali sono  programmabili e prevedibili. Oppure, molto probabilmente, questo è il frutto di una scelta politica che continua a seguire il mantra del “privato è meglio”, e indica il disimpegno completo del Comune in una importantissima funzione pubblica come quella dei servizi educativi nella fascia 0-6 anni. Come al solito tante belle parole sull’importanza dell’educazione e poi nei fatti si privatizza un servizio pubblico collettivo così importante. La scelta politica è grave e dichiarata apertamente già nell’atto di giunta, quando si afferma la ‘solida convinzione’ dell’Amministrazione che l’affidamento al servizio privato sia ‘più qualificato’ del pubblico, in quanto la tipologia del servizio è il “core business” di queste aziende cooperative.         Incredibile questa affermazione, in pratica si manca di rispetto e si sminuisce l’operato delle educatrici comunali! Anche in questo caso sosterremo la lotta per il lavoro messo in discussione dalle privatizzazioni.

Sappiamo cosa hanno significato in questi anni le esternalizzazioni, ormai è noto: sono state il buco nero dove finiscono soldi pubblici, hanno dequalificato la qualità del servizio e peggiorato le condizioni di chi ci lavora. Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative percepiscono stipendi più bassi di un educatore comunale perché i bandi seguono sempre, anche dopo la pandemia, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Non solo vanno stoppate le ulteriori esternalizzazioni, ma il servizio va riportato per intero all’interno del Comune: servono maggiori investimenti, formazione e  un piano di assunzioni adeguato. Questo è il nostro impegno”.

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