Quindici giorni dopo l’alluvione, Marco: “Non abbiamo più una casa, siamo abbandonati”

“Appello alle istituzioni che non si dimentichino di noi, abbiamo bisogno di azioni concrete”

“A casa mia, dopo l’alluvione, non è rimasto più niente”. A parlare è un giovane alluvionato che a distanza di quindici giorni si trova con una casa inagibile per via dell’acqua e del fango e tante domande alle quali non sa darsi una risposta.

Marco Settimi, 39 anni, vive da un paio di anni con la sua famiglia a Senigallia, nella frazione Brugnetto lungo la Strada Corinaldese. Ha due piccoli bambini e tanti sogni per il futuro. A 700 metri dalla loro casa scorre il fiume Misa, quel fiume maledetto che ha cambiato la loro vita da un giorno e l’altro. Nella notte del 15 settembre, il fango e l’acqua in pochi minuti hanno fatto irruzione all’interno della loro abitazione portando via tutto: ricordi, sacrifici e affetti. Ora Marco e la sua famiglia vivono da quindi giorni nell’Hotel Atlantic.

“Il mio appartamento è al primo piano di un condominio. L’acqua è arrivata dentro casa a 1.70 metri di altezzaracconta Marco Settimici siamo salvati salendo ai piani alti. Grazie al mio vicino che ci aveva avvisato dell’esondazione del fiume a Pianello di Ostra. Quando abbiamo iniziato a vedere l’acqua scorrere nei campi e arrivare nella nostra direzione, siamo scappati al piano di sopra”.

Dell’abitazione non resta più nulla. “Abbiamo trovato la casa devastata, non si è salvato niente – continua – abbiamo buttato via tutto. Per i cinque giorni successivi non abbiamo avuto nessun intervento con mezzi per far defluire l’acqua. Non ringrazierò mai abbastanza invece i centinaia di volontari che ci hanno aiutato in questo momento; il loro affetto è stato straordinario e commuovente”.

Da quel giorno maledetto, sono passate più di due settimane. “Abbiamo ancora gravi problemi – ribatte Marco – nei nostri garage ci sono 40 centimetri di acqua e in casa c’è ancora il fango. Per via delle fogne non riusciamo a farli defluire”. Il giovane si fa portavoce delle tante famiglie sfollate che da quel 15 settembre hanno perso la loro casa.

Siamo abbandonati, non sappiamo come dobbiamo muoverci spiega il giovane – non sappiano se la nostra casa è agibile oppure no. Non c’è stato nessun sopralluogo dei Vigili. Né il Comune, né qualsiasi altro ente ci hanno detto cosa fare. Dobbiamo trovarci un nuovo alloggio? Oppure saranno forniti dei contributi per noi alluvionati? Dobbiamo solo aspettare che la nostra casa si asciughi?”. Tante le domande alle quali qualcuno prima o poi dovrà trovare una concreta risposta per Marco e per le tante altre famiglie colpite dall’alluvione.

“Vorrei fare un appello alle istituzioni – conclude – che non ci abbandonino, al di là dei finanziamenti e dei progetti miracolanti che ci promettono in questi momenti per la sicurezza del fiume, abbiamo bisogno di azioni concrete oggi, perché è oggi che noi abbiamo bisogno di un supporto e di un aiuto” .

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