“Al Pronto soccorso lasciati fuori per otto ore, senza notizie su mia madre di 93 anni”, la protesta

“In Consiglio comunale hanno votato per il nuovo ospedale senza preoccuparsi delle condizioni del Madonna del Soccorso”

“All’ospedale civile ormai non c’è più niente di “civile”, sia per chi ci lavora sia per chi ne ha bisogno. Capisco che ci sia carenza di personale, ma se un congiunto viene ricoverato al Pronto soccorso i parenti vengono esclusi dalla comunicazione sulle condizioni di salute del proprio caro”. Si è rivolta al nostro giornale la signora Manuela Casciotti dopo due episodi verificatisi al Pronto soccorso dell’ospedale Madonna del Soccorso, in cui è stata coinvolta l’anziana mamma.

Il racconto: “Mia madre è affetta dal morbo di Alzheimer ed è ospite di una Rsa. Circa un mese fa ha avuto le convulsioni, aveva la febbre e sangue in bocca. E’ stata trasportata al Pronto soccorso di San Benedetto. E’ entrata verso le 13:30. Sono stata avvisata della situazione e mi sono recata in ospedale dove più volte ho chiesto al personale informazioni su mia madre. Le risposte che ho avuto dal personale sono state che il dottore stava facendo i controlli e sono stata invitata ad andare a casa.

Mia madre ha 93 anni e non è autosufficiente: non solo non ho potuto vederla, ma neppure sono stata informata sul suo stato di salute. Verso le 18:30 sono andata a casa. Alle 20:30 sono stata chiamata dalla Rsa per informarmi che a mia madre era stato diagnosticato un attacco epilettico e la stavano riportando in struttura”.

Secondo episodio. “Il 28 dicembre alle 18:30 mia madre è stata di nuovo trasportata al Pronto soccorso – seguita il racconto della signora Casciotti – perché continuava ad avere febbre. Noi familiari abbiamo avuto lo stesso trattamento della volta precedente: nessun contatto con mia madre e nessuna informazione sul suo stato di salute.

Soltanto alle 2 passate siamo stati informati che mia madre aveva una polmonite con versamento pleurico. Per quasi otto ore mio marito e mia figlia incinta sono rimasti fuori ad aspettare di sapere qualcosa sulle condizioni di mia madre. Io sono stata costretta dalla febbre a restare a casa. Voglio precisare che mia figlia ha potuto avere notizie quando ha fatto presente di essere in stato di gravidanza”.

“Non ho niente da ridire – ancora la signora Casciotti – sulla professionalità dei medici, ma ho molto da lamentarmi per il trattamento riservato a noi congiunti. Se il personale ha l’ordine di non fare entrare i parenti, almeno ci tenga informati oppure ci faccia sapere quando possiamo tornare per vedere i nostri cari. E poi serve attenzione per le persone che non sono più in grado di intendere e volere”.

Infine una considerazione sui politici: “Il 28 dicembre il Consiglio comunale ha approvato l’atto di indirizzo per il nuovo ospedale a Ragnola. Trovo quanto meno riprovevole che tutta la discussione dei favorevoli alla location si sia concentrata sulla nuova struttura, senza preoccuparsi – conclude la donna – di quello che succede ai malati ricoverati al Madonna del Soccorso”.

Franco Cameli
Author: Franco Cameli

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