di Gianluca Fenucci
Il racconto di Lucia Giovagnoli: “Bonifico bloccato per alcuni debiti nati dal Covid”
«Mi sento vittima di un’ingiustizia di Stato, uno Stato che con una mano da e l’altra riprende, senza darti neppure il tempo di tornare a respirare dopo il dramma dell’alluvione». Lucia Giovagnoli, 41enne madre di 3 figli di 6, 8 e 14 anni, titolare di una piccola ma storica merceria in piazza della Libertà a Castelferretti, si sente defraudata e vittima di una grave ingiustizia. Perciò ha deciso di rivolgersi, tramite una lettera, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella oltre che alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente della Regione Francesco Acquaroli e alla sindaca di Falconara Stefania Signorini.
«Sono amareggiata e piena di rabbia – dice la commerciante – perché lo Stato con una mano offre aiuto economico per i danni riportati dall’alluvione del settembre 2024, per consentire alle attività come la mia di riprendersi, ma con l’altra se li riprende, sostenendo che quei soldi vanno usati per estinguere i debiti erariali accumulati dalla ditta. Insomma, si offre ossigeno al moribondo per farlo sopravvivere ma poi di quell’ossigeno gli si fa solo sentire l’odore». Lucia Giovagnoli ricorda i drammatici eventi del settembre 2024. «Castelferretti subì una spaventosa alluvione a causa della quale la mia attività ha visto finire letteralmente sott’acqua l’intero magazzino: oltre 50 mila euro tra merce andata al macero, danni alle scale di accesso e all’immobile, reso inutilizzabile per lungo tempo con la necessità di utilizzare deumidificatori per risanarlo e ulteriori, significativi, costi per l’energia elettrica. Per una piccola attività che mia suocera aveva aperto con sua mamma nel dopoguerra e che aveva dovuto subire altri gravi problemi come il Covid, l’incremento del commercio online e della grande distribuzione, l’alluvione è stata un colpo mortale. Però quando ci hanno assicurato che lo Stato sarebbe intervenuto per aiutarci economicamente abbiamo rivisto un barlume di speranza e di luce».

La speranza si fortifica quando nel luglio 2025 a Lucia Giovagnoli venne riconosciuto il diritto ad ottenere il massimo del ristoro pari a 20mila euro. La beffa era però dietro l’angolo. «Lo Stato, tramite il comune, era pronto ad effettuare il bonifico sul mio conto a novembre 2025 – dice la negoziante – ma lo stesso Stato, sotto forma dell’Agenzia delle entrate e della riscossione, ha pignorato quelle somme, impedendo l’erogazione per la pendenza di alcuni debiti tributari nati dal Covid in avanti e aggravatisi con l’alluvione. Che legge è quella legge che prevede di aiutare chi è in difficoltà con la dichiarazione dello stato di emergenza ma poi non aiuta le vittime del disastro perché le difficoltà sono i debiti che ha accumulato proprio a causa delle calamità? Ho scritto anche al Presidente Mattarella ed alla Meloni perché è assurdo che lo Stato che promette ed eroga un aiuto ai cittadini, dimostrando di comprendere la natura straordinaria dell’evento che ha sconvolto il Paese e che ha messo in ginocchio le attività commerciali poi sottrae quegli stessi fondi di aiuto per estinguere dei debiti maturati proprio perché in grave difficoltà economica post-alluvione. Ho pensato, è come se l’ospedale pignorasse l’ossigeno ad un malato che prima ha intubato. Questa è una vera ingiustizia».
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