Dal 1960 ha guidato il gruppo di famiglia. Costruzioni, energie rinnovabili e grandi opere
E’ morto ieri sera, all’età di 88 anni, Pietro Santarelli, imprenditore ascolano del ramo costruzioni. Il decesso è avvenuto presso la clinica Stella Maris di San Benedetto del Tronto dove Santarelli era ricoverato a causa dell’aggravarsi dei suoi problemi di salute.
La storia di Pietro Santarelli e della sua impresa rappresenta una parabola significativa dell’imprenditoria di Ascoli Piceno, segnata da una crescita straordinaria che ha portato il gruppo ai vertici nazionali dell’edilizia, fino alle recenti e complesse vicende giudiziarie.
Santarelli, Cavaliere del Lavoro, dal 1960 ha guidato un gruppo di Ascoli Piceno che affonda le sue radici in una lunga tradizione familiare. Nel 2007 l’attività ha celebrato i 100 anni di storia, segno di una continuità generazionale che ha attraversato tutto il Novecento. Sotto la sua direzione, l’azienda si è trasformata da realtà locale a player nazionale, operando nel settore dell’edilizia residenziale, industriale, commerciale e delle infrastrutture.
Il momento di massima ascesa avviene tra gli anni ’90 e i primi anni 2000. Santarelli non si è limitato alle costruzioni, ma ha saputo diversificare gli investimenti nei settori delle energie rinnovabili, dell’immobiliare e grandi opere. Per i suoi meriti, Pietro Santarelli è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro e, nel 2011, di quello di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il declino del gruppo è legato alla crisi globale dell’edilizia e a un indebitamento divenuto insostenibile.
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