Addio alla prof. Gaby’ Saretto Parrino: a lei si deve la ‘riscoperta’ di Villa Isabella e il legame con Tea Leoni

Svanira’ con lei pure il sogno dell’acquisizione del Mausoleo Pantaleoni nel nome dell’illustre famiglia trapiantata negli Usa cui sono collegati i nomi dell’economista on.Maffeo, ‘padre’ del Pil, di Paolo Fresco, gia’ presidente Fiat e della star di Hollywood, ospite nel 2015 di Macerata? Una grande vicenda in un libro pubblicato nel 2017

Grave lutto per la cultura maceratese. E per la difesa delle sue radici piu’ nobili. Che, come sempre piu’ frequentemente accade, era diventata la battaglia (solitaria) di una maceratese per caso e per amore. E’ la storia personale di Gabriella (Gaby’) Saretto, docente di Lettere, negli istituti superiori cittadini, sta ad indicarlo ancora una volta. Figlia di un insegnante veneto trasferito a Macerata che in breve era diventata la sua citta’ elezione: una casa alle spalle del Convitto nazionale in uno spazio verde tra città e campagna non ancora urbanizzata, moglie, e due figli, un maschio ed una femmibai. Gabriella, la piu’ giovane, piena di forza, grande interesse per lo studio, bionda, bellissima. La piu’ bella ragazza nella Macerata del dopoguerra. Sposa (poi madre di tre splendidi figli) del dottor Antonio Parrino, medico legale, gran professionista, un’autorita’ nella regione marchigiana.

Il quale un giorno le telefona: “Ho acquistato per te Villa Isabella“. “Quasi un destino: i miei prima che nadcessi volevano chiamarmi Isabella” racconto’ Gaby’, la prof. Gabriella, docente ad Agraria e poi ai licei, presentando il suo volume ‘Villa Isabella’ (Europa Edizioni) due anni dopo aver portato a Macerata Tea Leoni. La superstar hollywoodiana di ‘Deep Impact’, pronipote di Guido Pantaleoni, capostipite della linea che a Macerata e al mondo ha dato personaggi del calibro del celebre medico Diomede e del figlio Maffeo, parlamentare, l’economista ‘padre’ del Pil.

E alla cui famiglia, proprietaria di Villa Isabella (che dal XIX. secolo s’erge maestosa e solitaria a fianco quasi del cimitero monumentale) prima che co-proprietario ne diventasse nel 1976 il dottor Antonio, si lega anche il nome di Paolo Fresco, gia’ presidente di Fiat, gia’ n.1 di CGE negli Usa. Dove i Pantaleoni erano gia’ un gran nome nello strategico settore dell’Elettricita’ avendo a suo tempo acquistato il colosso Westinghouse Electric Company.

Tea Leoni

Una poderosa storia maceratese che la prof. Saretto riscopre indagando sulla vicenda storica, urbanistica e monumentale della villa il cui enorme parco accoglieva tradizionalmente fino agli anni 69/70 i maceratesi per la ‘merenda’ fuori porta il Lunedi’ di Pasqua.
Con la scomparsa di ‘Gaby’ (annunciata da un tristissimo post oggi dal figlio Leonardo, medico, docente a Chieti: “Addio Mamma”, assieme al dolore di non aver potuto trascorrere con Lei il Natale) svanisce molto probabilmente pure il sogno affidato all’allora sindaco Romano Carancini di recuperare il Mausoleo Pantaleoni e il tempietto che contiene i Grandi della famiglia, transennato dopo il terremoto del 2016. Così lo videro Tea Leoni, il compagno Tim Daly, i genitori Anthony ed Emily, Tom ed Alessandra dopo essere stati ricevuti in Comune nel maggio 2015.

“Un’insegnante di grande erudizione, conoscitrice della Storia dei Re di Francia, protagonista di un gemellaggio maceratese in terra francese” ricorda il prof. Fabio Macedoni, che l’ebbe collega all’Istituto agrario.
Un ricordo, questo personale. Ad una festa piuttosto recente di fine anno al Classico, Gaby’ mi disse: “Le nostre famiglie, cime sai, erano vicine di casa ed amiche. Erano tempi non facili, gli ultimi anni 40: ma quando nascesti tu, ci fu per noi come un richiamo alla speranza. Noi tutti, vicini di casa, venivano a far visita ogni giorno a quel bimbo che eri tu e ne traevamo auspici: ci sarebbe stato un domani migliore, saremmo cresciuti, Macerata, la nostra citta’ si sarebbe rimessa in piedi e tornata a camminare”.
 

La prof. Gabriella Saretto Parrino con Maurizio Verdenelli, autore dell’articolo.
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