Addio a Tullio Moneta, il leggendario mercenario maceratese che un film rese celebre

Aveva 85 anni. Le sue gesta rese immortali dal film ‘I quattro dell’oca selvaggia’. Protagonista pure a Kindu con Giorgio Pagnanelli . A Johannesburg vicino di casa ed amico del Presidente Nelson Mandela. Poi, alcuni anni fa, il ritorno a Macerata

di Maurizio Verdenelli

Addio ad una leggenda maceratese: Tullio Moneta. L’ex comandante del Quinto Battaglione di stanza in Africa aveva 85 anni ed era ricoverato da tempo in in hospice.

Il leggendario maggiore della Legione Straniera era tornato circa 10 anni fa nella ‘sua’ Macerata dove era stato in anni giovanili un campione d’atletica leggera (salto in alto) dopo una vita trascorsa, dopo la carriera militare, in Sud Africa dive lascia due figli -un maschio ed una femmina- ed alcuni nipoti. A Johannesburg e’ stato proprietario in zona residenziale di una villa con piscina e fu vicino del presidente Nelson Mandela -cittadino onorario di Macerata al pari del vescovo Tutu- aveva con cui orgogliosamente ricordava di aver allacciato una discreta amicizia. A Macerata aveva scritto con il corridoniano Giorgio Rapanelli un libro di successo che ripercorreva un momento importante della sua vita di celebre mercenario che un film di grande successo interpretato da superstar di Holliwood aveva immortalato (“I quattro dell’oca selvaggia”): il fallito golpe al governo delle Hawai.
Del film, Tullio Moneta era stato consulente militare. Il libro fu presentato da chi scrive a La Bottega del Libro a Macerata presenti Moneta, Rapanelli e l’inviato Onu, Emanuele Tacconi.

Come comandante del Quinto Battaglione la sua strada si era intrecciata con quella di un altro grande maceratese, l’inviato Onu Giorgio Pagnanelli, paracadutato a Kindu nell’ex Congo Belga allora dilaniato da una sanguinosissima guerra civile dove 16 caschi blu dell’Onu, tutti italiani partiti per una missione pace dall’aeroporto di Pisa, erano stati trucidati dalla popolazione. Un massacro senza motivazione alcuna, tuttora un mistero orribile. Tullio mi fece in merito una narrazione veridica di impressionante disumanita’.
Moneta fu un comandante coraggioso rischiando la vita e salvandosi quasi miracolosamente alle Hawai. Tuttavia aveva ferite dolorose che hanno reso i suoi ultimi anni non privi di dolori fisici. La sua fortissima fibra gli ha permesso di superarli nell’affetto e nella vicinanza degli amici fedeli di gioventu’ e di altri di piu’ recente acquisizione che il successo editoriale della sua biografia aveva contribuito ad acquisire.
Addio, Maggiore Tullio Moneta: ti sia lieve la terra.

Giada Berdini
Author: Giada Berdini

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