Addio a Fred Gentili, sarnanese di Toronto e “mago” della neurochirurgia in Oncologia

Fred Gentili

Stroncato dalla stessa patologia che aveva validamente combattuto con una propria tecnica operatoria. Non aveva dimenticato Brilli, la frazione di montagna dov’era nato e dove tornava ogni estate. Con la moglie Gina era assiduo dello Sferisterio.

di Maurizio Verdenelli
Una gravissima perdita per il mondo intero della Medicina e per Sarnano che gli aveva dato i natali e che lui non aveva dimenticato. Aveva salvato migliaia e migliaia di vite umane, altrimenti condannate, il professor Fred Gentili, 76 anni a Marzo, docente di Neurochirurgia all’Università di Toronto. Aveva messo a punto, in Oncologia, un metodo operatorio di chirurgia della base cranica con minimo impatto invasivo. Con la sua terza moglie Gina, sposata nel 2007, lui vedovo due volte, all’Abbazia di Piobbico (nel Sarnanese, celebrante don Eraldo Pittorri), Fred “girava” annualmente i cinque Continenti, introducendo nelle sale operatorie mondiali la sua tecnica combattendo una malattia implacabile -il tumore cerebrale- e vincendo al 50% la sua battaglia di medico umanista. Amava Giacomo Leopardi, marchigiano come lui, Fred (all’anagrafe Manfredo, impostogli dal padre Angelo) e pure Alberico Gentili gran docente di Diritto Internazionale da San Ginesio, celebre omonimo del nonno paterno.
Il professor Manfredo (Fred) Gentili e la moglie Gina accanto alla statua di San Giacomo donata a Sarnano
Ed amava San Giacomo della Marca, cui lui aveva dedicato (vedi foto) una statua ad altezza naturale fatta realizzare e collocata nei giardini della piazza principale di Sarnano. Era accaduto quando il compianto Umberto Zamponi e il sen. Luciano Magnalbò lo avevano insignito con l’omonimo Premio.
Ora Sarnano piange la morte del grande suo figlio, stroncato crudelmente dalla stessa patologia contro cui lui aveva impegnato tutta la vita. A Brilli, 30 anime, frazione ai piedi dei Sibillini, dove lui e Gina (canadesi con doppia cittadinanza italiana) tornavano nella casa paterna che anziché vendere aveva ristrutturato, tornava ogni estate. Per godersi l’aria buona dei Monti Azzurri, l’amicizia calda dei compaesani (oh, yes, my friends!) e la stagione lirica allo Sferisterio.
Mi disse, tre anni fa: “Nel mondo solo Canada, Cuba e Nord Corea trattato la neurochirurgia in Oncologia senza presenza di operatori privati. Tutto gratis negli ospedali pubblici. Per me, giustamente, solo lo stipendio da docente universitario”. Lo dice orgogliosamente. Poteva guadagnare, al giorno d’oggi, milioni di dollari il prof. Fred Gentili, grande figlio d’Italia, delle Marche e di Sarnano. Che, spero, lo ricordino come ha meritato nel suo impegno a tutto campo, di medico eroe  e globe trotter, sempre nel cuore le sue radici laddove era nato dive le nuvole scherzano con i prati ora innevati ora verdi dei Sibillini. Nel luglio scorso la Federazione mondiale dei neurochirurghi lo aveva insignito di Medaglia d’oro. Il mese prima, il 4 giugno, la scoperta della malattia: due tumori. Uno immediatamente rimosso con successo, complicanze invece per il secondo. Fred Gentili è spirato ieri alle 18.52, ora di Toronto, tra le braccia dei figli Michael e David e della moglie Gina.

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