Acquaroli e i sindaci marchigiani: “Cessi il fuoco in Ucraina e prevalga la responsabilità”

Diverse autorità hanno espresso il loro disappunto per l’attacco

di Maikol Di Stefano

I sindaci del fermano si schierano compatti contro il conflitto russo-ucraino. Sull’argomento si sono mossi in maniera ufficiali i primi cittadini di alcuni comuni del distretto. “Gli errori del passato, purtroppo, non hanno insegnato molto. Le notizie che ci arrivano dall’Ucraina sono preoccupanti”. Queste le parole di Alessio Terrenzi, sindaco di Sant’Elpidio a Mare.

“Come amministratore di un ente pubblico ma, prima ancora, come uomo, dico un secco no ad ogni forma di violenza: la guerra non può mai essere una risposta alle problematiche che si possono porre nel cammino di ognuno di noi. – prosegue Terrenzi – Siamo vicini ai civili che pagano sulla loro pelle le conseguenze di scelte sciagurate e inaccettabili”.

Un pensiero condiviso anche da Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio. “Questo non è il mondo che dobbiamo e possiamo lasciare ai nostri figli. Subito una risoluzione diplomatica, senza se e senza ma”. Sull’argomento si è speso anche il sindaco del capoluogo di provincia, Paolo Calcinaro: “Pensare che nella nostra Europa, così in poche settimane, possano riecheggiare allarmi antiaerei e bombardamenti o che un popolo pensi di volerne sopraffare un altro mi lascia una amarezza incredibile e un senso di angoscia. Per quel poco che conta la mia piena solidarietà al popolo ucraino e un pensiero particolare oggi a quei migranti ucraini che vivono nel nostro territorio”.

Sul tema anche l’intervento del governatore della regione Marche, Francesco Acquaroli: “Esprimo preoccupazione e la mia profonda condanna per l’attacco all’Ucraina. Scene di guerra che mai avrei immaginato di dover ancora vedere, soprattutto in un momento come quello che l’intera comunità mondiale sta vivendo da ormai due anni. Spero che cessi subito il fuoco e prevalga il senso di responsabilità, con le diplomazie che riescano a far prevalere il diritto internazionale”. Un conflitto, quello scoppiato stamane, che ha tolto ogni segno politico e unito l’intera opinione della forze politiche italiane e locali.

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